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Guida per l'attivazione di test in Windows Vista SP2 e Windows Server 2008 SP2

Aggiornamento: aprile 2009

Si applica a: Windows Server 2008, Windows Vista

Microsoft migliora costantemente Windows Vista® e Windows Server® 2008 grazie ad aggiornamenti continui e collabora con fornitori di software e hardware per migliorare la compatibilità dell'hardware e delle applicazioni. Service Pack 2 (SP2) è un altro strumento con cui vengono forniti miglioramenti del sistema operativo ai clienti.

SP2 è un aggiornamento sia per Microsoft Windows Vista sia per Windows Server 2008 che, insieme ai miglioramenti forniti mediante altri canali, risponde ai commenti e suggerimenti dei clienti. Analogamente ad altri aggiornamenti rilasciati in precedenza, in SP2 sono disponibili modifiche per la risoluzione di specifici problemi di affidabilità, prestazioni e compatibilità, il supporto di nuovi tipi di hardware e l'aggiunta di numerosi standard emergenti. SP2 fornisce inoltre ulteriori miglioramenti all'esperienza di amministrazione IT. Sebbene non sia stato progettato come veicolo per il rilascio di nuove funzionalità, il funzionamento di alcuni componenti esistenti interessati da SP2 è leggermente migliorata.

Ambito del documento

Nel presente documento vengono illustrate le modifiche principali introdotte con SP2 sia sul lato server, Windows Server 2008, sia sul lato client, Microsoft Windows Vista. Tali modifiche, che si estendono a diverse aree principali, rientrano in tre categorie:

  • Modifiche volte a semplificare le attività amministrative e gestionali

  • Costanti miglioramenti della qualità totale: protezione, affidabilità e prestazioni

  • Supporto per le tecnologie e gli standard emergenti

Per ciascuna modifica e gli scenari di test associati vengono inoltre indicati i problemi noti e gli articoli della Knowledge Base eventualmente pertinenti. Vengono evidenziate le modifiche e alcuni scenari comuni e interessanti per ciascuna modifica. Alcuni scenari possono richiedere l'utilizzo di un particolare tipo di hardware, ad esempio un dispositivo di archiviazione 1394. Vengono inoltre indicati i prerequisiti necessari di ciascuno scenario.

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Principali componenti modificati

In questa sezione vengono illustrate le principali aree e sottoaree a cui sono state apportate diverse modifiche per migliorare la qualità del sistema operativo.

 

Area Principali sottoaree modificate

Tecnologie di base

.NET Framework

COM/COM+

Livello di emulazione

File System (locale)

File System (remoto)

HAL

Kernel

Plug and Play

Opzioni risparmio energia

Affidabilità

Tecnologie client

Piattaforma client

Pannello di controllo

Motore di copia

Shell desktop

Operazioni di Esplora risorse

Infrastruttura grafica

Internet Explorer

Accesso

Organizzazione e archiviazione

API e controlli di shell

Servizi di input testo

UTENTE

Ricerca di Windows

Gestione computer

Operazioni automatizzate

Gestione della configurazione

WMI (wbem)

Virtualizzazione di base

Hypervisor (HV)

Dispositivi virtuali

Servizi Virtual Machine Management (VMMS)

Servizi dati

Data Access Components

Driver

1394

Audio

Bluetooth

PCI

Stampanti

Secure Digital (SD)

USB di base

Elementi multimediali

Audio/Video di base

Codec e DSP

Media Center

Media Center Extender

Media Foundation

Media Player

Foto - Servizi dati

Windows TV

Rete

Client/Server

DHCP

IPsec

NetSh

Network Driver Interface Specification (NDIS)

RRAS

TCP/IP

Piattaforma filtro Windows

Servizi wireless

Tecnologie di stampa e imaging

Autenticazione

Crittografia

Imaging

PKI

Stampa

Tecnologie server

ADFS

Clustering e disponibilità elevata

Servizi di directory

Server DNS

Internet Information Services (IIS)

Servizio di indicizzazione

Accodamento messaggi

Protocollo SMB di Microsoft

Small Business Server

Servizi terminal

Servizio dischi virtuali

Archiviazione

Archiviazione di base

Archiviazione personale

Gestione volumi

Windows Server Backup

Istruzioni di test SP2 per IHV

Nella presente sezione vengono illustrati gli scenari di test relativi a driver/dispositivi di terze parti. I test mirano a individuare regressioni nelle funzionalità di driver e dispositivi di terze parti rispetto a service pack precedenti, nonché problemi di impatto elevato, alta applicabilità/opportunità in dispositivi e driver di terze parti nelle fasi relativamente iniziali del ciclo di consegna.

Ambiente e configurazione di test

  1. Copertura di entrambe le piattaforme x86 e x64. Applicabile anche alla piattaforma IA64.

  2. Copertura di entrambi i sistemi operativi Microsoft Windows Vista e Windows Server 2008, in base al contesto appropriato.

  3. Copertura del driver con WHQL più aggiornato.

  4. Copertura delle SKU di Windows Home, Ultimate, Business e Server.

Scenari di test

Nella seguente tabella i dispositivi fanno riferimento al dispositivo controllato dal driver: Audio, Video, Stampa, Rete, USB, Archiviazione, Ottico, e così via. Nella maggior parte dei casi è necessario installare il driver da testare prima dell'esecuzione dei test.

 

Categorie ID test Varianti di test

Aggiornamento SP

T1

  1. Installazione SP: accertarsi che tutti i dispositivi continuino a funzionare correttamente dopo l'installazione di un service pack, ad esempio dopo l'installazione di Microsoft Windows Vista SP2 su Microsoft Windows Vista SP1 o di Windows Server 2008 SP2 su Windows Server 2008.

  2. Disinstallazione SP: accertarsi che tutti i dispositivi continuino a funzionare correttamente dopo la disinstallazione di un service pack, ad esempio dopo la disinstallazione di SP2 da Microsoft Windows Vista o Windows Server 2008.

  3. Accertarsi che non si verifichino arresti anomali del sistema o altri problemi durante l'installazione o la disinstallazione di SP2.

  4. Impostazioni dispositivo predefinite: le impostazioni del dispositivo vengono conservate nel corso dell'installazione e della disinstallazione del Service Pack.

  5. Impostazioni dispositivo non predefinite: le impostazioni non predefinite del dispositivo non vengono attivate nel corso dell'installazione e della disinstallazione del Service Pack.

  6. Accertarsi che le applicazioni sviluppate dai fornitori di hardware indipendente per il controllo/configurazione dei dispositivi funzionino correttamente dopo l'aggiornamento.

Opzioni risparmio energia

T2

  1. S2, S3, S4, Sospensione ibrida (stati di standby, ibernazione): accertarsi che i dispositivi funzionino correttamente dopo la ripresa da una modalità basso consumo in SP2.

  2. Eseguire alcuni test T2, T3 e T4 con alimentazione c.c. (batteria) nello schema Risparmio di energia.

Plug and Play

T3

  1. Accertarsi che i dispositivi funzionino correttamente dopo il collegamento e scollegamento degli stessi dal sistema, laddove applicabile.

  2. Test ibridi Plug and Play e Risparmio energia: collocare il sistema in standby, scollegare il dispositivo, riattivare il sistema dallo stato di standby, collegare il dispositivo e testarne la funzionalità.

  3. Alloggiamento: accertarsi che i dispositivi continuino a funzionare correttamente dopo l'inserimento e il disinserimento di laptop.

  4. Installazione driver: accertarsi che la nuova versione del driver funzioni correttamente dopo l'installazione.

  5. Disinstallazione driver: disinstallando il driver viene ripristinata la versione precedente dello stesso.

  6. Driver incluso: il driver viene caricato al momento dell'attivazione del dispositivo.

Scenario specifico

T4

Video

  1. Registrare foto o immagini video in dispositivi periferici, acquisirle su disco, salvarle e caricarle in un sito Web.

  2. Estendere le visualizzazioni a secondi o terzi monitor o proiettori esterni.

  3. Utilizzare IM video chat insieme a IM testo.

Rete

  1. Copiare file di grandi dimensioni nella/dalla rete tramite connessione cablata/wireless.

  2. Trasmettere video dalla rete.

  3. Caricare brani da siti Web in dispositivi periferici quali Zune o iPod.

Audio

  1. Trasmettere e riprodurre un file audio da Internet.

  2. Riprodurre un file audio.

  3. Riprodurre un DVD.

Stampa

  1. Aprire un'immagine con Raccolta foto e stamparla.

  2. Aprire un foglio di calcolo di Excel, inserire i dati nelle tabelle e stamparlo.

  3. Digitalizzare un documento cartaceo e visualizzare l'immagine digitalizzata sul computer.

  4. Stampare da PowerPoint.

  5. Stampare un file Adobe PDF.

  6. Stampare da Word.

Scenario di installazione/disinstallazione componente facoltativo di base

  1. Abilitare tutti i componenti facoltativi prima dell'installazione del Service Pack.

    Eseguire optionalfeatures.exe in un prompt dei comandi con privilegi elevati e selezionare tutte le caselle di controllo dell'albero.

  2. Installazione SP: accertarsi che SP venga installato correttamente, ad esempio che Windows Vista SP2 venga installato su Windows Vista SP1 o che Windows Server 2008 SP2 venga installato su Windows Server 2008.

  3. Accertarsi che tutti i componenti facoltativi siano intatti.

  4. Disabilitare tutti i componenti facoltativi.

  5. Accertarsi che tutti i componenti facoltativi siano disabilitati correttamente.

Scenario di base per compcln.exe

noteNota
Dopo l'esecuzione del comando compclean non è possibile disinstallare SP2.

  1. Installazione SP: accertarsi che SP venga installato correttamente, ad esempio che Windows Vista SP2 venga installato su Windows Vista SP1 o che Windows Server 2008 SP2 venga installato su Windows Server 2008.

  2. Acquisire lo stato dei componenti installati tramite l'esecuzione del seguente comando:

    Run dir “%windir%\” /b/s/a:-d>files_before.txt

  3. Eseguire compcln.exe in un prompt dei comandi con privilegi elevati per rimuovere i componenti installati con installazione di appoggio sostituiti dall'installazione del Service Pack:

    Run %windir%\system32\compcln.exe

  4. Acquisire lo stato dei componenti installati tramite l'esecuzione del seguente comando:

    Run dir “%windir%\” /b/s/a:-d>files_after.txt

  5. La differenza tra files_before.txt e files_after.txt è l'elenco degli elementi rimossi da compcln.exe.

  6. Accertarsi che non sia possibile disinstallare SP2 da Gestione software.

Risultati imprevisti

  • Controlli bug

  • Arresto anomalo del sistema

  • Perdita di funzionalità

  • Sistema inutilizzabile dopo l'aggiornamento a SP2

Report dei risultati di test

Nome e versione del driver:

ID PnP:

Piattaforma/Sistema operativo:

 

ID test Risultato

T1

Superato

T2

..

..

..



In caso di segnalazione di problemi, acquisire i seguenti registri:

  • %WINDIR%\WindowsUpdate.log

  • %WINDIR%\Inf\setupapi.dev.log

  • %WINDIR%\Inf\setupapi.app.log

  • %WINDIR%\Logs\CBS\CBS.log

  • %WINDIR%\Logs\CBS\CBS.persist.log

  • %WINDIR%\Panther\setupact.log

  • %WINDIR%\Panther\setuperr.log

  • %WINDIR%\MEMORY.DMP (se esistente)

  • %WINDIR%\Minidump\*.dmp

  • Dxdiag

  • Msinfo32

Ruoli server e priorità

Di seguito sono riportate le priorità dei ruoli in base alle modifiche apportate nei diversi componenti correlati a ciascun ruolo. È possibile utilizzare i valori indicati per classificare in ordine di priorità i vari test e scenari in Windows Server 2008.

 

N. server Priorità ruolo Ruoli server

1

P0

Server DHCP

2

P0

Servizi di dominio Active Directory

3

P0

Active Directory Lightweight Directory Services

4

P0

Server DNS

5

P0

Servizi file

6

P0

Servizi di stampa

7

P0

RRAS

8

P0

Servizi terminal

9

P1

Servizi di accesso e criteri di rete (NAP)

10

P1

Servizi certificati Active Directory

11

P1

Active Directory Rights Management Services

12

P2

Servizi di distribuzione Windows

13

P2

Windows Media

Tecnologie di base

Kernel

Novità nel kernel

Di seguito sono riportati i nuovi miglioramenti apportati al kernel:

  1. Per supportare la richiamata di operazioni del Registro di sistema mancante, sono state aggiunte le funzioni NtSaveKey, NtRestoreKey e NtReplaceKey nel kernel.

  2. Per una maggiore affidabilità del sistema sono stati apportati miglioramenti a WoW64, che consente di eseguire applicazioni a 32-bit in sistemi a 64 bit.

  3. È stata migliorata la gestione delle eccezioni nei sistemi a 64 bit.

Scenari principali

Scenario 1 – Miglioramenti di WoW64

Obiettivo:
Migliorare le prestazioni e l'affidabilità delle applicazioni a 32 bit eseguite in Windows Server 2008 SP2 a 64 bit.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Installazione di Windows Server 2008 SP2 a 64 bit.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
Utilizzo in condizioni normali di applicazioni a 32 bit in Windows Server 2008 SP2 a 64 bit.

Risultati previsti:
Gli utenti non ravviseranno alcun risultato negativo in termini di prestazioni e affidabilità durante l'esecuzione di applicazioni a 32 bit in sistemi Windows Server 2008 SP2 a 64 bit. Eventuali cali di prestazione o blocchi/arresti anomali del sistema saranno segnalati.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 - Gestione delle eccezioni nei sistemi a 64 bit migliorata

Obiettivo:
Rilevare tutte le eccezioni generate da applicazioni su Windows a 64 bit.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Installazione di Windows Server 2008 SP2 a 64 bit.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
Utilizzo in condizioni normali di varie applicazioni a 32 e 64 bit in Windows Server 2008 SP2 a 64 bit.

Risultati previsti:
Gli utenti non ravviseranno differenze nell'esecuzione delle applicazioni. Eventuali chiusure anomale delle applicazioni saranno segnalate.

Eccezioni:
Nessuna

COM/COM+

Miglioramenti di qualità in COM/COM+

Sono stati apportati miglioramenti in termini di scalabilità e affidabilità a COM (Component Object Model) e COM+.

Scenari principali

Scenario 1 – Aggiunta di oltre 1.000 indirizzi IP dedicati alla scheda loopback

Obiettivo:
Aumentare il numero di indirizzi IP associati a una scheda aggiungendo, ad esempio, più di 1.100 binding. Questo scenario è applicabile soprattutto a host Web.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Aggiungere wordpad.exe come eccezione nel file firewall.cpl quando il firewall è attivo.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Installare una nuova scheda di rete virtuale e rinominare la connessione assegnandole come nome "Scheda Microsoft Loopback".

    1. Eseguire "control" per avviare il pannello di controllo.

    2. Fare clic su "Installazione hardware".

    3. Selezionare "Scheda di rete" nell'elenco dell'hardware.

    4. Selezionare "Microsoft" tra i nomi dei produttori hardware sul lato sinistro a cui è associato l'hardware denominato "Scheda Microsoft Loopback" sul lato destro.

    5. Selezionare "Avanti" per installare una scheda di rete virtuale "Connessione alla rete locale 2".

    6. Rinominare la scheda di rete virtuale modificandone il nome da "Connessione alla rete locale 2" a "Scheda Microsoft Loopback".

  2. Aggiungere l'indirizzo IP della scheda di rete nel computer.

    Comando di esempio per l'aggiunta di un indirizzo IP:

    netsh interface ip add address name = "Microsoft Loopback Adapter" addr = 192.168.10.1 mask = 255.255.255.0
    
  3. Creare un oggetto di un componente DCOM registrato.

    VB Script di esempio:

    Set theObject = CreateObject("Wordpad.Document.1", WScript.Arguments(0))
    If theObject Is Nothing Then
        WScript.Echo "the Object is null"
    Else
        WScript.Echo "the Object was created"
    End If
    
    
Risultati previsti:
È possibile eseguire il binding di indirizzi IP SENZA che vengano visualizzati messaggi di memoria insufficiente.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 – Test di COM+ Event System

Obiettivo:
Verificare che il comportamento delle applicazioni che fanno riferimento al sistema di gestione degli eventi COM+ non differisca da quello di un sistema operativo identico privo di patch.

noteNota
La modifica è stata rilasciata come aggiornamento per la protezione in Windows Update.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Nessuna

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dello scenario:
Gli utenti tecnici devono creare Classi di eventi utilizzando le linee guida standard MSDN. È probabile che le modifiche influiscano sulle applicazioni di terze parti.

Risultati previsti:
Nessuna evidente modifica del comportamento applicativo.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 3 – Creazione di componenti COM SxS

Obiettivo:
Migliorare le prestazioni durante la creazione di componenti COM SxS.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Per distribuire questi componenti, è necessario aver implementato i componenti COM e utilizzare la tecnologia Side-by-Side di Windows.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dello scenario:
Attivare/caricare a livello di codice i componenti COM SxS.

Risultati previsti:
Il tempo di caricamento di un componente COM SxS deve essere pressoché identico a quello impiegato dal caricamento dello stesso mediante il Registro di sistema.

Eccezioni:
Nessuna

Opzioni risparmio energia

Modifiche apportate a Opzioni risparmio energia

I criteri per il risparmio di energia del processore sono responsabili del consumo efficiente di energia da parte del processore. Per i processori Intel sono stati ottimizzati i criteri predefiniti per il risparmio di energia del processore nelle installazioni pulite di Windows Server 2008.

Scenari principali

Scenario 1 - Confermare risparmi di energia senza riduzione delle prestazioni negli scenari specificati

Obiettivo:
Confermare risparmi di energia senza riduzione delle prestazioni negli scenari specificati.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Processore Intel e installazione pulita di Windows Server 2008 SP2.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
Installazione pulita di Windows Server 2008 SP2.

Risultati previsti:
Minore consumo di energia senza regressione delle prestazioni.

Eccezioni:
Non applicabile a processori AMD o installazioni di aggiornamento di SP2.

Rete

TCP/IP

Miglioramenti di qualità in TCP/IP

Sono stati risolti i problemi TCP/IP che impedivano ai clienti di accedere al campo TOS (DSCP) con chiamate socket di tipo raw. Sono state apportate modifiche per migliorare la copia di file di grandi dimensioni su SMB.

Scenari principali

Scenario 1 – Qualsiasi applicazione (Exp: VPN) in grado di modificare i valori delle chiavi del Registro di sistema per interfaccia TCP/IP

Obiettivo:
Accertarsi che non si verifichi un ritardo extra o un calo di prestazioni durante l'esecuzione di applicazioni che modificano i valori delle chiavi del Registro di sistema per l'interfaccia TCP/IP.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Applicazioni in grado di modificare i valori delle chiavi del Registro di sistema per interfaccia TCP/IP.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Eseguire l'applicazione.

  2. Disabilitare/abilitare l'interfaccia di rete.

  3. Impostare le operazioni di sospensione/ibernazione/riattivazione/riavvio del computer.

Risultati previsti:
Nessun calo delle prestazioni di rete delle applicazioni. Nessun ritardo extra introdotto durante l'abilitazione dell'interfaccia di rete, la riattivazione del computer e il riavvio del sistema.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 – Copia di file di grandi dimensioni tramite la larghezza di banda della rete Gigabit

Obiettivo:
Accertarsi che uno stack TCP/IP sia in grado di utilizzare completamente la larghezza di banda della rete Gigabit o 10G per la copia di file di grandi dimensioni (repliche di immagini/contenuti) su TCP.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Necessità di replicare file o contenuti di grandi dimensioni su una rete Gigabit o 10G.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Copiare file/contenuti di grandi dimensioni in grado di occupare interamente una rete Gigabit o 10G.

  2. Controllare che le prestazioni TCP possano utilizzare la larghezza di banda della rete.

Risultati previsti:
Miglioramenti significativi delle prestazioni di Windows Server 2008 SP1 su Windows Server 2008 RTM. Le prestazioni saranno identiche o migliori di Windows Server 2003.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 3 – TCP Chimney Offload

Obiettivo:
Accertarsi del corretto funzionamento di TCP Chimney Offload: nessuna perdita di pacchetti, interruzione di connessioni e calo di prestazioni.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Scheda di rete con supporto della funzionalità TOE (TCP Chimney Offload).

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Netsh int tcp set gl chimney=enabled (abilita TCP/IP Chimney Offload dello stack).

  2. Se la funzionalità non è abilitata per impostazione predefinita, abilitare TCP Chimney Offload nella scheda NIC.

  3. Comunicazioni TCP in condizioni normali.

Risultati previsti:
Connessioni TCP scaricate sulla scheda NIC TOE senza perdita di dati, interruzione di connessione e calo di prestazioni.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 4 – IPv6

Obiettivo:
Verificare la specifica RFC di conformità dello stack di rete relativa all'assegnazione e alla selezione di indirizzi IPv6 con stato.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Configurazione di DHCPv6 nella rete.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Disabilitare l'annuncio router nel router IPv6.

  2. Comunicazione di rete su IPv6.

Risultati previsti:
Lo stack ottiene l'indirizzo IPv6 con stato da DHCPv6 se non riesce a ricevere l'annuncio dal router IPv6. L'indirizzo IPv6 nativo è preferito all'indirizzo IPv6 6to4/ISATAP/Teredo sebbene la metrica di routing sia identica.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 5 – Monitoraggio dello stato della rete per computer con processore multiplo

Obiettivo:
Accertarsi che non si verifichino interruzioni o perdite di dati durante il monitoraggio dello stato della rete su un computer con processore multiplo.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Testare il computer con processore multiplo.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Eseguire periodicamente il comando "netstat –a" per monitorare lo stato della rete.

  2. Comunicazioni di rete intense.

Risultati previsti:
Nessuna interruzione o perdita di dati.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 6 – Prestazioni di avvio

Obiettivo:
Accertarsi che il riavvio non venga interrotto durante l'avvio/inizializzazione del computer.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Nessuna

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Forzare il riavvio durante operazioni di avvio/inizializzazione del computer, in particolare durante l'inizializzazione dell'interfaccia virtuale IPv6.

  2. Comandi manuali per lo scenario sopra indicato; eseguire i passaggi b, c in modo più possibile ravvicinato:

    1. Net stop iphlpsvc

    2. Net start iphlpsvc

    3. Shutdown /f /r /t 0

Risultati previsti:
Nessuna interruzione o ritardo extra al successivo avvio.

Eccezioni:
Nessuna

DHCP

Miglioramenti di qualità in DHCP

Il servizio DHCP può adesso eseguire il lease di indirizzi a client Solaris e Suse. Sono state apportate modifiche allo scopo di consentire di personalizzare le dimensioni cache del server DHCP, con miglioramento significativo delle prestazioni complessive.

Scenari principali

Scenario 1 – Il server DHCPv6 non esegue il lease di indirizzi a client Solaris e Suse

Obiettivo:
Esecuzione del lease degli indirizzi ai client sopra indicati da parte del server. Fondamentalmente in passato un client che inviava un indirizzo IANA senza IAAddress nel pacchetto di richiesta non otteneva l'assegnazione in lease dell'indirizzo.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Qualsiasi client V6 non Microsoft che invia un indirizzo IANA senza IAAddress e cerca di ricevere un indirizzo IPv6 da Windows Server 2008 SP2.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Connettere un client V6 non Microsoft a Windows Server 2008 SP2.

  2. Il client otterrà un indirizzo IP V6.

  3. Per verificare che il problema è stato effettivamente risolto, controllare che nelle acquisizioni Netmon non sia stato specificato alcun IAAddress nel pacchetto di richiesta durante la sequenza SARR.

Risultati previsti:
Ottenimento di un indirizzo V6 da parte del client.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 – Migliorare le prestazioni del server DHCP aumentando le dimensioni della cache del database DHCP

Obiettivo:
Migliorare le prestazioni del server DHCP aumentando le dimensioni della cache del database.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
È necessario un numero elevato di client V6 + V4, ad esempio 1.000 o più, che richiedono l'indirizzo di un server DHCP.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare una nuova chiave di registro, (DWORD) JetDatabaseMaxCacheSize, nel percorso HKLM\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\DhcpServer\Parameters\ esattamente dove si trovano altre chiavi, ad esempio DatabaseName. Il valore DWORD specifica le dimensioni massime della cache in megabyte (MB).

  2. Impostare un valore inferiore alle dimensioni della RAM, ad esempio 2048. Ciò significa che la dimensione del database DHCP può aumentare fino a 2 GB. Il valore viene regolato automaticamente, pertanto, anche se al database vengono allocati 2 GB, ciò non significa che i 2 GB saranno utilizzati staticamente nel database.

  3. È possibile eliminare la chiave per ottenere il comportamento predefinito con dimensioni della cache piuttosto piccole; l'operazione provoca molte letture disco e riduce pertanto le prestazioni.

  4. In perfmon, Lunghezza coda attiva e altri fattori come ACK/sec e le letture disco per secondo migliorano dopo l'aumento delle dimensioni della cache.

  5. Accertarsi di riavviare il servizio del server DHCP dopo avere modificato la chiave di registro.

Risultati previsti:
Tutti i client devono ottenere immediatamente gli indirizzi. Il server deve rispondere a tutte le richieste V4 e V6 senza conservarle per lungo tempo nella coda attiva.

Eccezioni:
Nessuna

Piattaforma filtro Windows

Miglioramenti di qualità in Piattaforma filtro Windows

Sono stati apportati miglioramenti a Piattaforma filtro Windows per una maggiore affidabilità e compatibilità.

Scenari principali

Scenario 1 – Accertarsi che i prodotti software per la protezione Internet di terzi siano compatibili con Componenti di Windows

Obiettivo:
Compatibilità delle applicazioni.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Firewall di terze parti installato.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Installare un firewall Enterprise di terze parti.

  2. Provare la rete VPN.

  3. Provare l'IPSec necessario per accedere al sito Web interno.

  4. Provare a utilizzare Outlook per inviare/ricevere messaggi di posta elettronica.

  5. Provare a esplorare un sito Web.

Risultati previsti:
Funzionamento corretto di ciascun componente.

Eccezioni:
Nessuna

Archiviazione

Archiviazione

Miglioramenti di qualità in Archiviazione

I driver di archiviazione USB e 1394 sono stati migliorati grazie alla risoluzione di molti controlli bug e saranno, pertanto, più affidabili sia in Windows Microsoft Windows Vista SP2 che in Windows Server 2008 SP2.

Scenari principali

Scenario 1 – Comportamento dei dispositivi di archiviazione USB e 1394 con vari scenari di risparmio energia.

Obiettivo:
Accertarsi che il dispositivo funzioni nel modo previsto durante e dopo tutti gli stati di sospensione supportati.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • Abilitare Driver Verifier in usbstor.sys, sbp2port.sys.

  • Per testare questo scenario utilizzare qualsiasi script/strumento in grado di attivare nel computer cicli di sospensione continua con tutti gli stati di sospensione: ad esempio, test di stress PMTE, Cycler Sleep, DRS Sleep.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
N. 1

  1. Connettere i dispositivi di archiviazione 1394 e USB al computer.

  2. Mettere il computer nei diversi stati di sospensione supportati (Sospensione, Sospensione ibrida e Ibernazione).

  3. Assicurarsi che il dispositivo funzioni anche dopo la ripresa dallo stato di sospensione.

  4. Per verificare il funzionamento del dispositivo in presenza di rigorose condizioni, è necessario eseguire il test in modo continuo per ore.

N. 2

  1. Connettere i dispositivi di archiviazione 1394 e USB al computer.

  2. Abilitare ReadyBoost nei dispositivi di archiviazione USB 2.0.

  3. Eseguire molteplici cicli notturni di arresto e riavvio del sistema.

Risultati previsti:
  • Il dispositivo non deve mostrare un utilizzo eccessivo in Gestione dispositivi.

  • Non devono essere presenti messaggi di errore nelle voci del visualizzatore eventi.

  • Il dispositivo deve essere in funzione dopo gli stati di sospensione.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 – Collegare / Scollegare i dispositivi di archiviazione 1394 e USB insieme al collegamento in cascata

Obiettivo:
Assicurarsi che il dispositivo reagisca nel modo previsto nel corso del Plug and Play e del collegamento in cascata.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Abilitare Driver Verifier in usbstor.sys, sbp2port.sys.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Connettere più dispositivi di archiviazione 1394 al computer tramite il collegamento in cascata.

  2. Porre il computer in diversi stati di sospensione.

  3. Assicurarsi che il dispositivo funzioni anche dopo la ripresa dallo stato di sospensione.

  4. Collegare i dispositivi tramite Plug and Play.

  5. Disabilitare/abilitare/disinstallare/reinstallare i dispositivi collegati in modo casuale oppure tramite strumenti o uno script automatico.

Risultati previsti:
  • Il dispositivo non deve mostrare un utilizzo eccessivo in Gestione dispositivi.

  • Non devono essere presenti messaggi di errore nelle voci del visualizzatore eventi.

  • Il dispositivo deve essere in funzione al completamento dei test.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 3 - Spostare file di grandi dimensioni nel/dal dispositivo

Obiettivo:
Migliorare le prestazioni durante lo spostamento di file/cartelle nello stesso volume.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • Abilitare Driver Verifier in usbstor.sys, sbp2port.sys.

  • È necessario disporre di file di dimensioni maggiori o uguali a 3 GB.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dello scenario:
Spostare i file dal disco rigido interno ai dispositivi di archiviazione 1394/USB, e viceversa.

Risultati previsti:
Viene eseguito lo spostamento quasi istantaneo di file/cartelle.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 4 – API di Gestione configurazione

Obiettivo:
Testare il percorso del codice per la rimozione del driver del dispositivo, il percorso del codice per le relazioni query-dispositivo e le API relative all'I/O PnP e Gestione configurazione.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • Abilitare Driver Verifier in usbstor.sys, sbp2port.sys.

  • Test di rimozione query (qr.exe).

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Rimuovere il dispositivo utilizzando Rimozione sicura dell'hardware.

  2. Eseguire la rimozione improvvisa del dispositivo.

  3. Espellere il supporto di memorizzazione del dispositivo (unità CD/DVD).

Risultati previsti:
Il dispositivo deve funzionare al termine di un ciclo di disinstallazione/reinstallazione. Durante la disinstallazione o installazione del dispositivo, non deve essere visualizzato alcun messaggio di richiesta di riavvio del sistema.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 5 – Combinazione di Plug and Play e Risparmio energia

Obiettivo:
I dispositivi di archiviazione 1394 e USB non devono provocare alcun controllo bug. Testare il percorso del codice per la rimozione del driver del dispositivo, il percorso del codice per le relazioni query-dispositivo in combinazione con Risparmio energia.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Connettere un dispositivo di archiviazione USB e 1394.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
N. 1

  1. Mettere il sistema in stato S3 per 5 - 10 minuti e disconnettere i dispositivi di archiviazione USB e 1394.

  2. Riattivare il sistema dallo stato S3 e accertarsi che i dispositivi siano effettivamente disconnessi.

  3. Provare questo scenario per almeno 10 cicli.

N. 2

  1. Mettere il sistema in stato S4 per 5 - 10 minuti e disconnettere i dispositivi di archiviazione USB e 1394.

  2. Riattivare il sistema dallo stato S4 e accertarsi che i dispositivi siano effettivamente disconnessi.

  3. Provare questo scenario per almeno 10 cicli.

N. 3

  1. Mettere il sistema in stato S3 per 5 - 10 minuti e connettere i dispositivi di archiviazione USB e 1394.

  2. Riattivare il sistema dallo stato S3 e accertarsi che i dispositivi appena connessi siano attivi e funzionino correttamente.

  3. Provare questo scenario per almeno 10 cicli.

N. 4

  1. Mettere il sistema in stato S4 per 5 - 10 minuti e connettere i dispositivi di archiviazione USB e 1394.

  2. Riattivare il sistema dallo stato S4 e accertarsi che i dispositivi appena connessi siano attivi e funzionino correttamente.

  3. Provare questo scenario per almeno 10 cicli.

Risultati previsti:
È necessario che il dispositivo funzioni alla riattivazione del sistema dagli stati S3 e S4 senza provocare deadlock o controlli bug.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 6 – I/O con Risparmio energia

Obiettivo:
Controllare l'affidabilità dei dispositivi di archiviazione 1394/USB.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • Abilitare Driver Verifier in usbstor.sys, sbp2port.sys.

  • Abilitare ReadyBoost nei dispositivi di archiviazione USB 2.0.

  • È necessario disporre di dispositivi USB/1394 e di file di dimensioni maggiori o uguali a 3 GB.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
N. 1

  1. Copiare i file dal disco rigido interno ai dispositivi di archiviazione 1394/USB, e viceversa.

  2. Mettere il sistema in stato S3 durante la copia di file di grandi dimensioni dal disco rigido interno al disco rigido 1394 e viceversa.

  3. Riattivare il sistema dallo stato S3 e accertarsi che l'operazione di copia prosegua.

N. 2

  1. Copiare i file dal disco rigido interno ai dispositivi di archiviazione 1394/USB, e viceversa.

  2. Mettere il sistema in stato S4 nel corso della copia di file di grandi dimensioni.

  3. Riattivare il sistema dallo stato S4.

  4. L'operazione di copia non sarà completata e genererà una finestra di errore di copia del file; il dispositivo tuttavia sarà attivo e non provocherà controlli bug.

Risultati previsti:
Quando viene riattivato dagli stati S3/S4 durante la copia di file di grandi dimensioni, il sistema non deve provocare controlli bug.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 7 – I/O con Plug and Play

Obiettivo:
Controllare l'affidabilità dei dispositivi di archiviazione 1394/USB.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • Abilitare Driver Verifier in usbstor.sys, sbp2port.sys.

  • Abilitare ReadyBoost nei dispositivi di archiviazione USB 2.0.

  • È necessario disporre di dispositivi USB/1394 e di file di dimensioni maggiori o uguali a 3 GB.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
N. 1

  1. Connettere i dispositivi di archiviazione 1394 e USB al computer.

  2. Copiare i file dal disco rigido interno ai dispositivi di archiviazione 1394/USB, e viceversa.

  3. Disconnettere i dispositivi USB/1394 durante l'operazione di copia dei file.

Risultati previsti:
L'operazione di copia non riesce e non viene eseguito il controllo bug.

Eccezioni:
Nessuna

Windows Server Backup

Informazioni su Windows Server Backup

La funzione Windows Server Backup di Windows Server 2008 è costituita dallo snap-in MMC (Microsoft Management Console) e da strumenti della riga di comando che forniscono una soluzione completa per le esigenze quotidiane di backup e ripristino. È possibile utilizzare quattro procedure guidate per l'esecuzione di operazioni di backup e ripristino. Windows Server Backup consente di eseguire il backup di tutti i volumi (server completo), di volumi selezionati o dello stato del sistema, nonché di recuperare volumi, cartelle, file, applicazioni determinate e lo stato del sistema. In caso di emergenze come guasto dei dischi rigidi, inoltre, è possibile ripristinare il sistema completo in un nuovo disco rigido utilizzando un'operazione di backup del server completo e Ambiente ripristino Windows.

È possibile utilizzare Windows Server Backup per creare e gestire operazioni di backup per computer locali o remoti. È inoltre possibile pianificare l'esecuzione automatica di backup o eseguire singoli backup come potenziamento dei backup pianificati.

È possibile eseguire i backup utilizzando l'interfaccia della riga di comando (CLI, Command Line Interface) o l'interfaccia utente.

Miglioramenti di qualità in Windows Server Backup

In Windows Server Backup sono stati risolti i problemi relativi alla pianificazione di backup in dischi di destinazione superiori a due terabyte.

Scenari principali

Scenario 1 – Pianificare un backup dallo snap-in

Obiettivo:
Pianificare un backup quando lo spazio di archiviazione del disco di destinazione è superiore a 2 terabyte.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Prima di eseguire lo scenario, è necessario accertarsi di disporre di un disco rigido aggiuntivo maggiore di 2 terabyte.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
Per una guida dettagliata sull'impostazione di Windows Server Backup, consultare http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=128732.

Utilizzando l'interfaccia utente:

  1. In caso di utilizzo dell'interfaccia utente, avviare mmc.exe e aggiungere lo snap-in Backup. Utilizzare quindi Configurazione guidata backup per eseguire il backup.

  2. Selezionare Pianificazione backup. Selezionare il disco rigido e pianificare il backup dello stesso.

  3. Selezionare Esegui backup ed eseguire il backup dell'intero server.

Risultati previsti:
Viene eseguito il backup e non viene generato alcun errore.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 – Pianificare un backup dall'interfaccia della riga di comando

Obiettivo:
Pianificare un backup tramite l'interfaccia della riga di comando wbadmin.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
È necessario disporre di uno spazio di archiviazione sul disco di destinazione superiore a 2 terabyte.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
È possibile creare backup pianificati utilizzando il comando wbadmin enable backup per configurare i backup pianificati. Per esempi e sintassi relativi al comando, vedere la pagina di riferimento per i comandi (http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=128733 (la pagina potrebbe essere in inglese).

Utilizzando l'interfaccia della riga di comando:

Il comando CLI utilizzato è:

wbadmin start backup -include:C:,D:,E: -backuptarget:F: -allcritical
  • C:,D:,E: è l'elenco dei volumi da includere nel backup.

    L'elenco deve contenere il volume di sistema, il volume di avvio e tutti i volumi in cui sono presenti dati di sistema.

  • F: è la destinazione del backup, ovvero il volume in cui sarà posizionato il backup. Può trattarsi del volume di un disco rigido [interno/esterno].

    La destinazione del backup (F:) deve essere posizionata in un disco separato con spazio di archiviazione maggiore del totale dei volumi (C: + D: + E:). Non creare F: sul disco 0 insieme a C:.

  • Il contrassegno -allcritical consente di aggiungere tutti i volumi critici al set di backup. In questo caso viene eseguito il backup di C:,D:,E: insieme ai volumi critici del computer.

Il metodo più agevole e consigliato consiste nel creare un volume di dimensioni elevate in cui eseguire il backup in un disco esterno USB. Assegnare l'etichetta F: alla destinazione di backup.

Risultati previsti:
Viene eseguito il backup e non viene generato alcun errore.

Eccezioni:
Nessuna

Tecnologie server

Server DNS

Miglioramenti di qualità in Server DNS

Sono stati apportati miglioramenti a Server DNS per consentire l'attesa sugli indirizzi ISATAP (Intra-Site Automatic Tunnel Addressing Protocol).

Scenari principali

Scenario 1 –Query del server DNS su un indirizzo ISATAP

Obiettivo:
Accertarsi che il server DNS sia in ascolto e risponda a indirizzi dell'interfaccia ISATAP.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
È necessario che l'interfaccia ISATAP sia disponibile nel server DNS e che nel server sia installato il ruolo Server DNS.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Aprire Dnsmgmt.msc.

  2. Fare clic con il pulsante destro del mouse e aprire la scheda delle proprietà dell'interfaccia.

  3. Accertarsi che l'interfaccia ISATAP sia selezionata.

  4. I client sono solo IPv6.

  5. Il server DNS predefinito nel client deve essere l'indirizzo ISATAP indicato nel passaggio 3.

Risultati previsti:
I client impostati nel passaggio 5 risolveranno tutte le query DNS insieme agli altri client.

Scenario 2 – Server DNS Microsoft secondario di cui è stato eseguito il backup in un file con continue modifiche nei record di zona

Obiettivo:
Verificare che il trasferimento di zona incrementale non provochi problemi per l'aggiornamento costante delle zone.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • Zona di cui è stato eseguito il backup in un file con server DNS Microsoft secondario.

  • È necessario che l'intervallo del trasferimento di zona incrementale sia minore di 15 minuti.

  • I record della zona specificata devono subire frequenti e costanti modifiche.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
Dopo un intervallo di 15 minuti, tutti i record contenuti nel server DNS Microsoft secondario saranno aggiornati.

Risultati previsti:
Il trasferimento di zona incrementale non provoca problemi per l'aggiornamento costante delle zone.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 3 – Server con connessione a Internet e carico di lavoro eccessivo dei quali è stato eseguito il backup in un file

Obiettivo:
Rilevare perdite di memoria in server con connessione a Internet dei quali è stato eseguito il backup in un file.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • È necessario che il server disponga di connessione a Internet.

  • È necessario che il server ospiti zone integrate non gestite da Active Directory.

  • È necessario che la ricorsione sia abilitata.

Applicabilità:
Server

Descrizione dello scenario:
Monitorare l'utilizzo della memoria tramite i contatori delle prestazioni DNS.

Risultati previsti:
L'utilizzo della memoria da parte del server DNS non aumenterà nel corso del tempo.

Eccezioni:
Nessuna

Servizi terminal

Miglioramenti di qualità in Servizi terminal

In Windows Server 2008 SP2 sono stati risolti i problemi per migliorare l'affidabilità, la scalabillità e la protezione di Servizi terminal.

Scenari principali

Scenario 1 – Connessione desktop remoto

Obiettivo:
Effettuare una connessione desktop remoto senza visualizzare la finestra di errore "Versione non corrispondente".

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
È necessario che in entrambi i computer, client e server, sia installato Microsoft Windows Vista SP2 o Windows Server 2008 SP2.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
Eseguire mstsc.exe oppure avviare Desktop remoto dal menu Start.

Risultati previsti:
Desktop remoto verrà avviato correttamente.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 – Impostare limiti di tempo sessione nel blob UserParameter utilizzando un'impostazione mista di controller di dominio Windows Server 2008 e Windows Server 2003

Obiettivo:
Migliore interoperabilità tra Windows Server 2008 e Windows Server 2003.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Impostare un dominio con 2 controller di dominio: uno di Windows Server 2008 e uno di Windows Server 2003. Aggiungere un server di Servizi terminal al dominio e creare un utente del dominio di test.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Aprire la finestra di dialogo UserParameter da dsa.msc in un controller di dominio.

  2. Impostare su 5 minuti il limite di tempo per la sessione attiva nella scheda Sessioni e fare clic su Applica.

  3. Aprire la finestra di dialogo UserParameter relativa allo stesso utente nell'altro controller di dominio.

  4. Utilizzare l'account dell'utente di test per Servizi terminal nel server di Servizi terminal.

Risultati previsti:
Anche nell'altro controller di dominio il limite di tempo per la sessione attiva risulterà essere di 5 minuti. Trascorso questo intervallo, si verificherà il timeout della sessione di Servizi terminal.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 3 – Desktop remoto non deve utilizzare il profilo mobile per Servizi terminal

Obiettivo:
Esperienza utente coerente per Microsoft Windows Vista SP2.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Impostare in posizioni diverse il profilo di Servizi terminal e il percorso del profilo mobile regolare relativi a un utente.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
Utilizzare l'account dell'utente di test per Servizi terminal in un computer client Microsoft Windows Vista SP2.

Risultati previsti:
Allo scenario sarà applicato il profilo mobile regolare e non quello per Servizi terminal; in altre parole, l'utente visualizzerà lo stesso desktop a prescindere se abbia effettuato l'accesso dalla console o in remoto.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 4 – Impostazione MaxConnections per il server di Servizi terminal

Obiettivo:
L'impostazione MaxConnections per il server di Servizi terminal di Windows Server 2008 deve funzionare correttamente.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Configurare un server di Servizi terminal di Windows Server 2008.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Impostare MaxInstanceCount del listener su 2 (TSConfig->RDP-TCP->Netwok Adapter->Maximum Connections=2).

  2. Avviare 2 connessioni remote nel computer.

  3. Disconnettere una delle connessioni remote attive.

  4. Provare ad avviare l'altra connessione remota.

Risultati previsti:
La terza sessione verrà eseguita correttamente perché sono presenti solo due sessioni attive.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 5 – Dopo il rilevamento di una sessione disconnessa, Broker di sessione di Servizi terminal non aumenta in modo corretto il conteggio PendingRedirection

Obiettivo:
Il conteggio PendingRedir non deve aumentare per una sessione disconnessa.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Configurare una farm di Terminal Server con carico bilanciato mediante Broker di sessione di Servizi terminal.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Configurare una farm standard mediante Broker di sessione con due server di Servizi terminal, A e B.

  2. Per abbreviare il tempo di riproduzione, creare la seguente chiave di registrazione per il Broker di sessione:

    HKLM\System\Current Control Set\Services\tssdis\parameters [LB_MaxNumberOfPendingRedirections]

  3. Impostare il valore della chiave su 4; il valore predefinito è 16.

  4. Assegnare al client di Servizi terminal Microsoft il nome della farm. Broker di sessione reindirizzerà a uno dei server, ad esempio Server A.

  5. Disconnettere la sessione.

  6. Assegnare di nuovo il nome della farm al client di Servizi terminal Microsoft. Broker di sessione reindirizzerà alla sessione disconnessa in Server A.

  7. Effettuare un'operazione di disconnessione/connessione per 4 volte.

  8. A causa del bug, il conteggio PendingRedirection verrà aumentato a 16. A questo punto il server A di Servizi terminal non sarà considerato per il bilanciamento del carico fin quando il conteggio PendingRedirection nel server B di Servizi terminal sarà uguale.

  9. Assegnare al client di Servizi terminal Microsoft il nome della farm e un diverso nome utente. Broker di sessione reindirizzerà l'utente al server B.

  10. Provare ad assegnare al client di Servizi terminal Microsoft altri nomi utente. Ogni volta Broker di sessione reindirizzerà l'utente al server B, anche se nel server A è attiva solo una sessione.

Risultati previsti:
PendingRedir non sarà conteggiato per una sessione disconnessa. Per il bilanciamento del carico nelle successive connessioni di "nuovo utente", sarà considerato il server A di Servizi terminal.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 6 – RemoteApp MSI omette l'ultima estensione nome file elencata

Obiettivo:
Nel file MSI deve essere selezionata l'associazione di tutte le estensioni nome file.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Installare il ruolo Terminal Server in Windows Server 2008.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Accertarsi che WordPad sia associato sul server a una sola estensione nome file, ad esempio .txt.

  2. Avviare Gestione RemoteApp di Servizi terminal.

  3. Fare clic su Aggiungi programmi RemoteApp.

  4. Selezionare WordPad dall'elenco.

  5. Scegliere Avanti.

  6. Scegliere Fine.

  7. Selezionare l'applicazione pubblicata dal relativo elenco, che si trova nel riquadro inferiore dello snap-in Gestione RemoteApp di Servizi terminal.

  8. Fare clic con il pulsante destro del mouse e selezionare Crea pacchetto Windows Installer.

  9. Fare clic due volte su Avanti.

  10. Nella pagina Configurazione pacchetto di distribuzione selezionare "Associa estensioni client per questo programma al programma RemoteApp".

  11. Scegliere Avanti e verificare che l'estensione non sia stata selezionata.

  12. Scegliere Fine per generare il file MSI.

  13. Ai fini di una verifica, installare il file MSI nel computer client.

  14. Verificare che l'estensione ".txt" non sia stata associata all'applicazione WordPad remota.

Risultati previsti:
L'estensione .txt sul lato client sarà associata all'applicazione WordPad remota.

Eccezioni:
Nessuna

Servizi di directory

Miglioramenti di qualità in Servizi di directory

In Servizi di directory di Windows Server 2008 SP2 sono stati risolti i problemi per migliorare l'affidabilità. Sono state apportate le modifiche per consentire di ricercare un controller di dominio tramite la ricerca di paging.

Scenari principali

Scenario 1 – Installazione da supporto con pre-seeding della Sysvol

Obiettivo:
Possibilità di utilizzare un backup IFM con Sysvol sottoposta a pre-seeding per ridurre in maniera significativa il traffico di replica durante l'innalzamento di livello di un nuovo controller di dominio.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Dominio esistente.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare un backup IFM con Sysvol su un controller di dominio.

  2. Copiare i file IFM nel computer in cui verrà effettuato l'innalzamento di livello.

  3. Effettuare l'innalzamento di livello del nuovo controller di dominio tramite il backup IFM creato nel passaggio 1.

Risultati previsti:
È stata utilizzata la Sysvol di cui è stato eseguito il pre-seeding; per istruzioni sulla verifica, consultare la sezione "Analizzare i file Dcpromo.log Dcpromoui.log" dell'articolo KB311078 della Knowledge Base (la pagina potrebbe essere in inglese).

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 – Utilizzo di filtri WMI in Criteri di gruppo

Obiettivo:
Comportamento previsto dei Criteri di gruppo con filtri WMI.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Dominio esistente.

Applicabilità:
Server

Descrizione dello scenario:
Configurare Criteri di gruppo nel dominio che utilizza un filtro WMI per definire i computer a cui viene applicato.

Risultati previsti:
Nessun ritardo di accesso da parte degli utenti.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 3 – Replica di estensioni di schema in domini non inglesi

Obiettivo:
Funzionamento corretto della replica in domini non inglesi in cui sono installate applicazioni integrate in Active Directory.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Dominio esistente, dominio non inglese; ad esempio, giapponese.

Applicabilità:
Server

Descrizione dello scenario:
Installare le applicazioni integrate in Active Directory che estendono lo schema di Active Directory, ad esempio Exchange 2007.

Risultati previsti:
Replica di tutti i valori attributo, compresi gli attributi appena introdotti, su tutti i controller di dominio presenti nel dominio.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 4 – Ricerca di paging

Obiettivo:
Possibilità di cercare un controller di dominio mediante la ricerca di paging.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Dominio esistente, numero elevato di oggetti (> 10.000).

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Eseguire ricerche di paging che recuperino un numero elevato di oggetti per pagina (> 10.000).

  2. Eseguire ricerche nidificate all'interno delle ricerche di paging; eseguire, ad esempio, una ricerca su ogni risultato di una ricerca di paging.

Risultati previsti:
  • La ricerca di paging recupera tutti gli oggetti su cui è stata eseguita una query.

  • Le ricerche nidificate di base non riescono; tutte le altre ricerche nidificate vanno a buon fine.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 5 – Query OpenLDAP su controller di dominio di Active Directory

Obiettivo:
Possibilità di interagire con un controller di dominio di Active Directory tramite librerie OpenLDAP.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Dominio esistente, computer basato su Unix/Linux con librerie OpenLDAP.

Applicabilità:
Server

Descrizione dello scenario:
Eseguire query da un client OpenLDAP utilizzando qualsiasi combinazione di tecnologie per firma e sigillo.

Risultati previsti:
Le query devono restituire i risultati previsti.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 6 – Riassegnazione del ruolo PDC in ambienti virtuali

Obiettivo:
Possibilità di riassegnare il ruolo PDC da/a computer virtuali.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Dominio esistente eseguito in ambiente Hyper-V.

Applicabilità:
Server

Descrizione dello scenario:
Riassegnare il ruolo PDC utilizzando computer virtuali come controller di dominio.

Risultati previsti:
Il ruolo PDC sarà riassegnato correttamente al controller di dominio.

Eccezioni:
Nessuna

Internet Information Services (IIS)

Miglioramenti di qualità in IIS

Sono stati apportati miglioramenti in IIS per aggiungere il supporto di stringhe query per il filtro delle richieste. Con SP2, IIS affronta il problema della sottrazione del token consentendo l'aggiunta di una nuova identità appPool.

Scenari principali

Scenario 1 – Nuova identità del pool di applicazioni

Obiettivo:
Verificare l'identità del pool di applicazioni.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Nessuno

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Avviare inetmgr UI.

  2. Selezionare il nodo localhost nel controllo TreeView.

  3. Passare al nodo Pool di applicazioni nell'interfaccia utente e aggiungere un nuovo elemento applicationPool 3.5 (verifica).

  4. Selezionare l'elemento applicationPool appena aggiunto.

  5. Selezionare l'attività Impostazioni avanzate dal riquadro azioni.

  6. Riavviare l'elemento applicationPool.

  7. Eseguire una richiesta a una pagina aspx.

Risultati previsti:
  • Il nuovo pool di applicazioni (3.5) creato viene assegnato all'identità ApplicationPoolIdentity.

  • In ApplicationPoolIdentity sono disponibili 4 opzioni per il pulsante di selezione Account predefinito, di cui una è ApplicationPoolIdentity.

  • Il pool di applicazioni viene riciclato.

  • Il processo di lavoro (w3wp) viene eseguito come identità appPool.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 - Supporto stringa di query per il modulo filtro delle richieste in IIS7 attivo Windows Server 2008

Obiettivo:
Aggiungere nuove regole per il modulo filtro delle richieste nel file di configurazione. Verificare il comportamento in fase di esecuzione di diverse stringhe di query.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Nessuno

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Aggiungere un nuovo elemento per DenyQueryStringSequences a "!Query".

  2. Aggiungere un nuovo elemento per AlwaysAllowedQueryStrings ad "Allow =GoodQuery".

  3. Eseguire una richiesta a una pagina aspx utilizzando la stringa di query "?Allow=GoodQuery".

  4. Eseguire una richiesta a una pagina aspx utilizzando la stringa di query "?Allow=!Query".

  5. Eseguire una richiesta a una pagina aspx utilizzando la stringa di query "?Allow= %21Query".

  6. Impostare UnescapeQueryString su FALSE.

  7. Eseguire una richiesta a una pagina aspx utilizzando la stringa di query "?Allow=!Query".

  8. Eseguire una richiesta a una pagina aspx utilizzando la stringa di query "?Allow= %21Query".

Snapshot di configurazione:

<system.webServer>
  <security>
    <requestFiltering unescapeQueryString="true">                  
      <denyQueryStringSequences>
        <add sequence="!Query" />
      </denyQueryStringSequences>
<alwaysAllowedQueryStrings>
<add queryString="Allow=GoodQuery"
</alwaysAllowedQueryStrings>
    </requestFiltering>
  </security>
</system.webServer>
Risultati previsti:
Codici stato risposta:

  • 200 per 3

  • 202 per 8

  • 404 per 4, 5, 7

Eccezioni:
Nessuna

Clustering e disponibilità elevata

Miglioramenti di qualità in clustering e disponibilità elevata

Il servizio cluster è stato migliorato grazie alla risoluzione dei problemi di affidabilità segnalati da vari clienti.

Scenari principali

Scenario 1: Le macchine virtuali in esecuzione su Hyper-V appartenenti al cluster Bilanciamento carico di rete funzionano correttamente in presenza di un'ingente quantità di traffico TCP tra client e server

Obiettivo:
Verificare che le macchine virtuali in esecuzione su Hyper-V che appartengono al cluster Bilanciamento carico di rete funzionino correttamente quando viene inviata un'ingente quantità di traffico TCP tra client e server.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • Invece della scheda legacy, è necessario utilizzare la scheda di rete durante la configurazione delle schede nelle macchine virtuali.

  • È necessario assegnare un indirizzo MAC Unicast.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare un cluster Bilanciamento carico di rete a due nodi di macchine virtuali in esecuzione su Hyper-V; per informazioni, vedere http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=128729 (la pagina potrebbe essere in inglese). I due nodi del cluster fungono da Client.

  2. Selezionare altre due macchine posizionate nella stessa rete, ma che non fanno parte del cluster, come server.

  3. Inviare un'ingente quantità di traffico TCP/UDP/ICMP tra Client e server, approssimativamente maggiore di 1200 cps, e controllare se esiste un controllo bug.

Risultati previsti:
Il traffico fluirà senza provocare interruzioni.

Eccezioni:
Se vengono utilizzate schede di rete legacy, non esiste alcun controllo bug.

Scenario 2 – Distribuire un cluster in uno spazio dei nomi indipendente con un witness di condivisione file per quorum

Obiettivo:
Verificare il funzionamento corretto del cluster in uno spazio dei nomi indipendente.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
In un ambiente con spazio dei nomi indipendente, distribuire un cluster in cui la parte del suffisso DNS dei nodi del FQDN differisca dal nome del dominio in cui è posizionato il computer.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare uno spazio dei nomi indipendente; per istruzioni, vedere http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=128723 (la pagina potrebbe essere in inglese).

  2. Creare e convalidare un cluster con almeno due nodi; per istruzioni, vedere http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=128730.

  3. Portare il cluster in linea per accertarsi che il nome della rete venga portato in linea.

  4. Modificare la configurazione del quorum per utilizzare un witness di condivisione file; per istruzioni, vedere http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=129345 (la pagina potrebbe essere in inglese).

  5. Accertarsi che il witness di condivisione file venga portato in linea.

Risultati previsti:
Il nome della rete e il witness di condivisione file vengono portati in linea e l'intero cluster è in linea e in funzione.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 3 – Spostamento di gruppi orfani al proprietario preferito

Obiettivo:
Verificare che i gruppi orfani vengano spostati ai proprietari preferiti.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Cluster con almeno due nodi; per istruzioni, vedere http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=128730.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Aggiungere due gruppi, group1 e group2, tramite Cluadmin.msc che dispongono di un elenco diverso di proprietari preferiti.

    1. Aggiungere gruppi mediante Servizi e applicazioni e seguire la Configurazione guidata disponibilità elevata.

    2. Creare l'elenco dei proprietari preferiti dalle proprietà dei gruppi.

  2. Rimuovere o arrestare il nodo attivo.

Risultati previsti:
I gruppi orfani saranno spostati nel successivo nodo più appropriato contenuto nell'elenco dei proprietari preferiti.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 4 - Nessun errore nel disco cluster quando file temporanei vengono archiviati nella cartella radice del cluster

Obiettivo:
Controllare che i dischi cluster funzionino correttamente con file temporanei nella cartella radice del cluster durante l'esecuzione di un'operazione di I/O.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Impostare la cartella radice del cluster come percorso predefinito per i file temporanei con carichi di lavoro ad elevata disponibilità.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Distribuire un cluster di convalida su cui è in esecuzione un carico di lavoro, ad esempio Exchange, che archivia i file temporanei nella cartella radice del cluster.

  2. Accertarsi che non si verifichino errori disco.

Risultati previsti:
Il disco o le risorse del cluster funzioneranno correttamente senza errori saltuari.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 5 – Hyper-V: aggiungere più macchine virtuali condividenti un LUN nello stesso gruppo di risorse

Obiettivo:
Creare un gruppo di risorse che contiene più di una macchina virtuale (VM, Virtual Machine).

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Due o più computer con supporto Hyper-V.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare un cluster a due nodi mediante computer Windows Server 2008 con Hyper-V; per istruzioni, vedere http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkID=125397 (la pagina potrebbe essere in inglese).

  2. Aprire la console di gestione di Hyper-V (Pannello di controllo -> Strumenti di amministrazione -> Console di gestione di Hyper-V).

  3. Nella console di gestione di Hyper-V selezionare un nodo, ad esempio N1, e scegliere Nuovo -> Creazione guidata macchina virtuale.

  4. Creare VM1 e salvare la VM in, ad esempio, Disco cluster 2.

  5. Creare VM2 e utilizzare lo stesso disco cluster, Disco cluster 2.

  6. Aprire Cluadmin.msc. Fare clic con il pulsante destro del mouse su Servizi e applicazioni sotto il nome del cluster.

  7. Passare a Configura servizio o applicazione. Verrà aperta la Configurazione guidata disponibilità elevata.

  8. Utilizzare la Configurazione guidata disponibilità elevata e selezionare entrambe le macchine virtuali create nei passaggi 3 e 4, VM1 e VM2, per costituire un gruppo VM; quindi scegliere Avanti. Il gruppo di macchine virtuali viene configurato con entrambe le VM nello stesso gruppo.

  9. Fare clic su Servizi e applicazioni per visualizzare il nuovo gruppo VM configurato.

  10. Passare a Console di gestione di Hyper-V -> Nodo N1, dove sono state create le VM, -> Impostazioni di VM1.

  11. Modificare le impostazioni del file vhd; se, ad esempio, si sta utilizzando il disco cluster 3, inserire il file in un altro disco, ad esempio 4. Modificare nello stesso modo il file vhd di VM2.

  12. Nella procedura guidata Cluadmin selezionare il gruppo VM a disponibilità elevata in Servizi e applicazioni.

  13. Sul lato destro della pagina della procedura guidata, vengono visualizzate le azioni disponibili per il gruppo VM. Fare clic sull'azione Aggiorna macchina virtuale.

  14. Fare clic sull'azione Aggiorna per riflettere le modifiche apportate nel file vhd per entrambe le macchine virtuali, VM1 e VM2. I nuovi dischi cluster verranno visualizzati nella configurazione del gruppo VM a disponibilità elevata, mentre i dischi precedenti verranno rimossi.

  15. Fare clic con il pulsante destro del mouse sulle VM contenute nel gruppo VM a disponibilità elevata e selezionare Proprietà. Controllare le dipendenze per entrambe le macchine virtuali, VM1 e VM2. Le dipendenze devono riflettere le modifiche apportate ai dischi del file VHD.

Risultati previsti:
Le macchine virtuali sono entrambe posizionate nello stesso gruppo di risorse e possono essere aggiornate.

Eccezioni:
Il file VMC una volta creato non può essere modificato, pertanto non è possibile rilevare modifiche ai file VMC e VHD sullo stesso disco. Durante l'azione di aggiornamento, saranno rilevate solo le modifiche al file vhd.

Scenario 6 – Hyper-V: configurazione corretta di macchine virtuali quando si utilizzano dischi di tipo cluster senza lettera di unità

Obiettivo:
Fornire supporto a dischi di tipo cluster senza lettera di unità.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Due o più computer con supporto Hyper-V.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare un cluster a due nodi mediante computer Windows Server 2008 con Hyper-V; per istruzioni, vedere http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkID=125397 (la pagina potrebbe essere in inglese).

  2. Per visualizzare i dischi di tipo cluster, aprire Cluadmin.msc e passare a Nome -> Archiviazione.

  3. Modificare la lettera di unità di uno dei dischi cluster su Nessuno.

  4. Aprire la console di gestione di Hyper-V (Pannello di controllo -> Strumenti di amministrazione -> Console di gestione di Hyper-V).

  5. Creare una VM nello stesso nodo, ad esempio N1/N2 in caso di cluster a due nodi.

  6. Nella console di gestione di Hyper-V fare clic con il pulsante destro del mouse su un nodo, ad esempio N1, e scegliere Nuovo -> Creazione guidata macchina virtuale.

  7. Creare VM1 e archiviare la VM sul disco cluster senza lettera di unità utilizzando i dettagli del volume.

  8. Per visualizzare i dettagli volume del disco, fare clic con il pulsante destro del mouse sul disco e selezionare Proprietà.

  9. Passare alla procedura guidata Cluadmin. Fare clic con il pulsante destro del mouse su Servizi e applicazioni sotto il nome del cluster.

  10. Passare a Configura servizio o applicazione. Verrà aperta la Configurazione guidata disponibilità elevata.

  11. Utilizzare la Configurazione guidata disponibilità elevata e selezionare entrambe le macchine virtuali create nel passaggio 4, VM1, per costituire un gruppo VM a disponibilità elevata; quindi scegliere Avanti. Il gruppo VM è configurato senza errori.

  12. Fare clic su Servizi e applicazioni per visualizzare la configurazione VM e la risorsa disco per il gruppo VM appena configurato.

Risultati previsti:
È possibile configurare la macchina virtuale con dischi di tipo cluster senza lettera di unità. La risorsa disco sarà inoltre visualizzata come parte del gruppo VM a disponibilità elevata. Il gruppo VM risultante contiene la configurazione della macchina virtuale, la risorsa disco e la risorsa VM, se presente.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 7 – Distribuzione di un cluster in un ambiente con server DNS di terze parti

Obiettivo:
Accertarsi che sia possibile creare e convalidare un cluster correttamente.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Nell'ambiente deve essere utilizzato un server DNS non Microsoft.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare e convalidare un cluster con almeno due nodi; per istruzioni, vedere http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkID=128730.

  2. Accertarsi che al momento della loro specificazione i nomi DNS dei nodi cluster vengano risolti in un server DNS di terze parti e che non venga visualizzato un messaggio di errore per segnalare che il nome della risorsa {x} è già in uso nella rete.

Risultati previsti:
Il cluster potrà essere creato e convalidato correttamente.

Eccezioni:
Nessuna

Protocollo SMB di Microsoft

Informazioni sul protocollo SMB

Il protocollo SMB (Server Message Block) è un protocollo per la condivisione di file di rete che, essendo implementato in Microsoft Windows, viene definito Protocollo SMB di Microsoft. L'insieme dei pacchetti di messaggi che definisce una particolare versione del protocollo è denominato "dialetto". Il protocollo CIFS (Common Internet File System) è un dialetto di SMB.

Miglioramenti di qualità nel protocollo SMB di Microsoft

Sono stati risolti diversi bug di SMB nelle aree relative all'affidabilità, la compatibilità e la protezione.

Scenari principali

Scenario 1 – Applicazione di impostazioni di Criteri di gruppo

Obiettivo:
Applicare correttamente le impostazioni di Criteri di gruppo.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Abilitare i seguenti criteri sul controller di dominio di Windows Server 2003 e associare il computer Microsoft Windows Vista SP2 al dominio.

I seguenti criteri vengono abilitati su un controller di dominio eseguito in un dominio di Windows Server 2003:

  • Configurazione computer\Impostazioni di Windows\Impostazioni protezione\Criteri locali\Opzioni di protezione\Server di rete Microsoft: aggiungi firma digitale alle comunicazioni client (sempre)

  • Configurazione computer\Impostazioni di Windows\Impostazioni protezione\Criteri locali\Opzioni di protezione\Server di rete Microsoft: aggiungi firma digitale alle comunicazioni (se autorizzato dal client)

I seguenti criteri vengono abilitati su un computer membro eseguito su Microsoft Windows Vista SP2:

  • Configurazione computer\Impostazioni di Windows\Impostazioni protezione\Criteri locali\Opzioni di protezione\Client di rete Microsoft: aggiungi firma digitale alle comunicazioni client (sempre)

  • Configurazione computer\Impostazioni di Windows\Impostazioni protezione\Criteri locali\Opzioni di protezione\Client di rete Microsoft: aggiungi firma digitale alle comunicazioni (se autorizzato dal server)

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Eseguire la configurazione sopra indicata.

  2. Riavviare il computer Microsoft Windows Vista SP2.

Risultati previsti:
Le impostazioni di Criteri di gruppo verranno applicate correttamente; vedere http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=128731 (la pagina potrebbe essere in inglese).

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 – Accesso a un file da parte di più utenti

Obiettivo:
Accedere allo stesso file da sessioni multiple.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Creare una condivisione su Windows Server 2003 e concedere le autorizzazioni di lettura/scrittura a due client Microsoft Windows Vista SP2. Inserire un documento Excel nella condivisione.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Aprire il documento Excel dal primo client.

  2. Aprire il documento Excel dal secondo client e modificarne il contenuto.

  3. Chiudere il documento Excel nel primo client; quindi, riaprirlo.

Risultati previsti:
Nel primo client verranno visualizzati i dati aggiornati.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 3 – Modifica di attributi di condivisioni file o rimozione di condivisioni dal computer

Obiettivo:
Modificare gli attributi di una condivisione ed eliminare le directory condivise senza errori.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Un computer Microsoft Windows Vista SP2 e un computer Windows XP SP2 come client.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare una directory nel computer Microsoft Windows Vista SP2 e condividerla con le autorizzazioni di lettura/scrittura.

  2. Creare file e cartelle nel computer XP.

  3. Modificare gli attributi/autorizzazioni di condivisione relativi alla stessa.

  4. In un secondo momento, rimuovere la condivisione dal computer Microsoft Windows Vista SP2 ed eliminare la cartella.

Risultati previsti:
La condivisione sarà eliminata dal computer e sarà possibile eliminare la cartella senza errori.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 4 – SMBHelperClass può restituire una diagnosi non corretta di accesso negato

Obiettivo:
Acquisire da SMBHelperClass informazioni precise nei casi in cui non sia possibile accedere a risorse condivise.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Computer Windows Server 2008 e client Microsoft Windows Vista SP2.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Configurare una condivisione \\Server\test dove test è uno spazio dei nomi DFS.

  2. Provare ad accedere al percorso \\Server\test\abcd da Start -> Esegui, dove non è disponibile l'accesso al test.

Risultati previsti:
SMBHelperClass restituirà il messaggio che non è possibile accedere alla risorsa.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 5 – Mancata pulizia di sessioni SMB sul computer server

Obiettivo:
Pulizia di tutte le sessioni SMB dopo la chiusura nel computer server.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Installare due computer Microsoft Windows Vista con processore multiplo e connettere una rete di gruppi di lavoro.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare lo stesso account utente su ogni computer e accedere con l'account creato.

  2. Creare una condivisione di rete su uno dei computer, ad esempio \\testpc1\share1, e concedere l'autorizzazione di accesso.

  3. Accedere più volte alla risorsa condivisa dallo stesso computer.

Risultati previsti:
Dopo un periodo di inattività della condivisione tutte le sessioni saranno pulite. Utilizzare "net session" per verificare.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 6 – Interoperabilità con versioni precedenti del sistema operativo

Obiettivo:
Accertarsi che l'interoperabilità con sistemi operativi di versioni precedenti funzioni correttamente.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Installare Windows Server 2008, Windows Server 2003, Windows XP, Windows 2000 e NT4.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare condivisioni di rete su ciascun server e concedere le autorizzazioni di condivisione appropriate.

  2. Accedere alla risorsa condivisa da tutti i diversi computer.

Risultati previsti:
I file saranno accessibili come previsto.

Eccezioni:
Nessuna

Accodamento messaggi

Miglioramenti di qualità in Accodamento messaggi

Sono stati apportati miglioramenti ad Accodamento messaggi, noto anche come MSMQ, nelle aree della protezione, l'affidabilità e l'utilizzabilità. Accodamento messaggi adesso supporta messaggi HTTP/Multicast mediante gli algoritmi SHA-2.

Scenari principali

Scenario 1 – Correzione rapida per la protezione masvc.exe di Accodamento messaggi

Obiettivo:
Verificare l'impatto della correzione rapida per la protezione mqsvc.exe di Windows.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Configurazione di MSMQ in server Windows 2000 e Windows NT4.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare una coda con nomi di lunghezza diversa (ridotta, media, grande, ecc.), e indicare il nome del computer in cui vengono create le code utilizzando un nome di dominio completo.

  2. Ripetere il passaggio 1 utilizzando una configurazione server di supporto/client dipendente.

  3. Eseguire i test di invio/ricezione di base utilizzando code pubbliche, private, di transazione e non di transazione.

Risultati previsti:
Nessuna perdita di memoria o schermata blu.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 – Avvio di Accodamento messaggi con HTTP-FIPS abilitato

Obiettivo:
Verificare che Accodamento messaggi funzioni correttamente quando è abilitato HTTP-FIPS.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Installare il sistema operativo Windows di destinazione configurando IIS/Accodamento messaggi.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Disabilitare FIPS e arrestare il servizio di Accodamento messaggi.

  2. Abilitare FIPS e provare ad avviare il servizio di Accodamento messaggi.

  3. Eseguire i test di invio/ricezione di base con un messaggio HTTP.

Risultati previsti:
È possibile avviare il servizio di Accodamento messaggi quando è abilitato FIPS.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 3 – Utilizzo degli algoritmi SHA-2 in Accodamento messaggi per messaggi HTTP / Multicast.

Obiettivo:
Verificare la funzionalità di Accodamento messaggi quando viene richiesto l'utilizzo di algoritmi SHA-2 per messaggi HTTP o Multicast.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Installare il sistema operativo Windows di destinazione configurando IIS/Accodamento messaggi.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
Abilitare gli algoritmi SHA-2 per l'autenticazione durante l'invio di messaggi HTTP o Multicast.

Risultati previsti:
Nessun blocco di sistema o schermata blu.

Eccezioni:
Nessuna

Servizio dischi virtuali

Informazioni sul servizio Dischi virtuali

Si definisce Servizio dischi virtuali (VDS, Virtual Disk Service) un gruppo di API (Application Programming Interface) che consente di gestire i dischi da un'unica interfaccia. VDS fornisce una soluzione completa per la gestione di dischi e hardware di archiviazione e per la creazione di volumi nei dischi.

Per ulteriori informazioni su VDS, vedere il seguente articolo TechNet: http://go.microsoft.com/fwlink/?linkid=50517 (la pagina potrebbe essere in inglese).

Novità nel servizio Dischi virtuali

VDS è stato modificato per migliorarne la stabilità e l'affidabilità. È adesso possibile abilitare VDS sui processori IA64 per estendere/ ridurre i volumi dei dischi dinamici.

Scenari principali

Scenario 1 – Dischi dinamici in scenari cluster

Obiettivo:
Possibilità di utilizzare due dischi LOCAL su porte differenti per la configurazione di dischi dinamici.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Sono necessarie la configurazione di un sistema di cluster e la presenza di due dischi su porte diverse.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare un sistema di cluster.

  2. Utilizzare due dischi locali su porte differenti.

  3. Provare a configurare il disco che si trova sulla seconda porta come disco dinamico mediante DiskPart.

Risultati previsti:
Il disco sarà convertito correttamente in un disco dinamico.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 – Estensione/riduzione su una partizione di avvio IA64

Obiettivo:
Le operazioni di estensione/riduzione funzioneranno correttamente in scenari IA64.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Computer IA64 e dischi GPT.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Convertire un disco di sistema in disco dinamico.

  2. Riavviare il sistema.

  3. Ridurre o estendere il volume del sistema.

  4. Riavviare il sistema.

Risultati previsti:
Il computer verrà riacceso e sarà possibile avviare il sistema.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 3 – Blocco della riduzione su LUN (Logical Unit Number) dinamici

Obiettivo:
Bloccare la riduzione di LUN dinamici: lo scenario non è supportato e potrebbe provocare la perdita di dati.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Ambiente SAN con LUN

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare un LUN di una dimensione determinata, ad esempio 10 GB.

  2. Annullare il mascheramento del LUN in un computer.

  3. Inizializzare il disco visualizzato sul computer che corrisponde al LUN e creare al suo interno un volume semplice NTFS di dimensioni più piccole, ad esempio 5 GB.

  4. Convertire il disco creato in disco dinamico.

  5. Cercare di ridurre la dimensione del LUN di 1 GB tramite Diskraid.

Risultati previsti:
La riduzione del LUN sarà bloccata da Diskraid. Verrà visualizzato il seguente messaggio di errore "Impossibile completare l'operazione SHRINK sul LUN selezionato. Il disco associato al LUN è dinamico".

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 4 – Blocco dell'estensione dei volumi superiori alla dimensione massima del file system

Obiettivo:
Impossibilità di estendere i volumi oltre la dimensione massima del file system.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Quantità di spazio su disco elevata (più di 2 terabyte).

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare su un disco di grandi dimensioni un volume semplice di 1,5 terabyte utilizzando l'interfaccia utente per la gestione dischi.

  2. Accertarsi di selezionare un'unità di allocazione di dimensione "512" nella pagina di formattazione della partizione. In questo modo il file system avrà una dimensione massima di 2 terabyte.

  3. Una volta creato e formattato il volume, cercare di estenderlo di 1 terabyte.

Risultati previsti:
L'operazione di estensione non andrà a buon fine.

Eccezioni:
Nessuna

ADFS

Informazioni su ADFS

ADFS (Active Directory Federation Services) è un componente di Windows Server 2008 che fornisce tecnologie SSO (Single-Sign-On) per l'autenticazione di utenti verso più applicazioni Web correlate durante una singola sessione in linea. ADFS ottiene questo risultato condividendo identità e diritti o "attestazioni" in maniera sicura all'interno dei confini di protezione e dell'organizzazione.

Per ulteriori informazioni su ADFS, vedere il seguente articolo TechNet: http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=128726

Novità in ADFS

In ADFS i trust federativi sono resi non transitivi.

Scenari principali

Scenario 1 – Trust federativi transitivi

Obiettivo:
Rendere i trust federativi non transitivi.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Nessuno

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Configurare un trust ADFS tra le configurazioni A e B, impostando A come partner dell'account e B come partner della risorsa.

  2. Configurare un trust ADFS tra le configurazioni B e C, impostando B come partner dell'account e C come partner della risorsa.

  3. Creare un'applicazione in grado di riconoscere attestazioni nella configurazione C che consenta l'accesso degli utenti dal dominio della configurazione B mediante il trust federativo.

  4. Creare un'applicazione in grado di riconoscere attestazioni nella configurazione B che consenta l'accesso degli utenti dal dominio della configurazione A mediante il trust federativo e includa inoltre un collegamento all'applicazione in grado di riconoscere attestazioni della configurazione C (vedere il passaggio 3).

  5. Accedere all'applicazione in grado di riconoscere attestazioni della configurazione B come utente di dominio della configurazione A.

  6. Selezionare l'applicazione in grado di riconoscere attestazioni del dominio C.

Risultati previsti:
L'applicazione in grado di riconoscere attestazioni della configurazione B verrà caricata correttamente. L'applicazione in grado di riconoscere attestazioni della configurazione C non verrà caricata correttamente.

Eccezioni:
Nessuna

Tecnologie client (applicabile a server e client)

Ricerca di Windows

Miglioramenti di qualità in Ricerca di Windows

I miglioramenti apportati hanno modificato notevolmente le prestazioni, la stabilità, e l'affidabilità complessive di Ricerca di Windows. È stato risolto oltre l'85% degli arresti anomali di Ricerca di Windows segnalati da Watson e sono state migliorate le prestazioni delle query. Ricerca di Windows adesso indicizza le cartelle condivise per impostazione predefinita, i documenti crittografati (opzione facoltativa) e le cassette postali delegate (opzione facoltativa). Sono stati creati altri criteri di gruppo in risposta alle richieste dei clienti aziendali.

Scenari principali

Scenario 1 – Migliori prestazioni, stabilità e affidabilità di ricerca

Obiettivo:
Valutare i miglioramenti apportati alla funzione di ricerca.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Installazione di SP2 e creazione dell'indice.

Applicabilità:
Client

Descrizione dello scenario:
Osservare che in termini generali si verificano minori arresti anomali dell'indicizzatore e si è acquisita una migliore capacità di indicizzazione e registrazione per il ripristino da danneggiamenti.

Risultati previsti:
Migliore funzionamento della funzione di ricerca.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 – Ricerca e reperimento di elementi in modo rapido ed efficace

Obiettivo:
Trovare in modo efficace tutti i dati.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Installazione di SP2. Attivare l'opzione avanzata per includere nell'indice i file crittografati. Attendere che venga completata la creazione dell'indice. Attivare Criteri di gruppo per l'indicizzazione di cassette postali delegate.

Applicabilità:
Client

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Fare clic sul pulsante Start.

  2. Digitare la query nella casella di ricerca del menu Start.

  3. Vengono visualizzati i risultati del menu Start; tuttavia, nessuno degli elementi elencati corrisponde all'elemento ricercato.

  4. Dalla visualizzazione dei risultati del menu Start, fare clic sul collegamento "Cerca ovunque".

  5. Viene avviato Esplora risorse con l'elenco completo dei risultati.

  6. Scorrere i risultati in una visualizzazione che includa i messaggi di posta elettronica personali, i messaggi di posta elettronica della cassetta postale delegata e i documenti crittografati e non.

  7. Ordinare o raggruppare gli elementi in base al tipo.

Risultati previsti:
  • Esecuzione veloce di ricerca ed esplorazione di query comuni.

  • Presentazione efficace dei risultati di ricerca.

  • I risultati di ricerca includono documenti crittografati (EFS).

  • I risultati di ricerca includono elementi di posta elettronica dell'utente o a cui l'utente può accedere tramite l'accesso di posta elettronica delegata.

Eccezioni:
Nessuna

Motore di copia

Miglioramenti di qualità nel motore di copia

Il motore di copia è stato migliorato per rilevare con precisione lo spazio disponibile della destinazione dei reparse point (DFS, giunzione, collegamenti simbolici e punti di montaggio).

Scenari principali

Scenario 1 – Copia di file in cartella condivisa (cartella condivisa\cartella)

Obiettivo:
Verificare la funzione di copia in cartelle condivise copiando un file in cartella condivisa o cartella tramite il mapping di unità o un percorso UNC.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • Per il test su SMBv1 utilizzare Windows Server 2003 come server. Per SMBv2 utilizzare Windows Server 2008 come server.

  • Unità D con 1 GB di spazio disponibile.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare la cartella mainFol nell'unità D.

  2. Creare la cartella subFol nel percorso D:\mainFol.

  3. Condividere la cartella mainFol.

  4. Sul computer in cui è installato SP2, effettuare il mapping di un'unità, ad esempio Z, al percorso \\server\mainFol\subFol.

  5. Copiare un file dal computer SP2 all'unità Z:\ o nella cartella mainFol del percorso "\\server\mainFol\subFolCreate" dell'unità D.

Risultati previsti:
  • La copia va a buon fine in presenza di dimensioni file <= 1 GB.

  • La copia non riesce in presenza di dimensioni file > 1 GB.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 – Copia di file in cartella condivisa (cartella condivisa\punto di montaggio)

Obiettivo:
Verificare la funzione di copia in cartelle condivise copiando un file in cartella condivisa\punto di montaggio tramite il mapping di unità o un percorso UNC.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • Per il test su SMBv1 utilizzare Windows Server 2003 come server. Per SMBv2 utilizzare Windows Server 2008 come server.

  • Unità D con spazio disponibile; consigliato 1 GB.

  • Unità E con una quantità di spazio disponibile superiore a quella dell'unità D; consigliati 5 GB.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare la cartella mainFol nell'unità D.

  2. Creare la cartella subMP nel percorso D:\mainFol.

  3. Montare la cartella subMP nell'unità E. Per istruzioni, vedere http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=128893 (la pagina potrebbe essere in inglese).

  4. Condividere la cartella mainFol.

  5. Sul computer in cui è installato SP2, effettuare il mapping di un'unità, ad esempio Z, al percorso \\server\mainFol\subMP.

  6. Copiare un file dal computer SP2 all'unità Z:\ o nella cartella mainFol del percorso "\\server\mainFol\subMPCreate" dell'unità D.

Risultati previsti:
  • La copia va a buon fine in presenza di dimensioni file <= 5 GB.

  • La copia non riesce in presenza di dimensioni file > 5 GB.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 3 – Copia di file in cartella condivisa (cartella condivisa\collegamento simbolico)

Obiettivo:
Verificare la funzione di copia in cartelle condivise copiando un file in cartella condivisa\collegamento simbolico tramite il mapping di unità o un percorso UNC.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • Per il test su SMBv1 utilizzare Windows Server 2003 come server. Per SMBv2 utilizzare Windows Server 2008 come server.

  • Unità D con spazio disponibile; consigliato 1 GB.

  • Unità E con una quantità di spazio disponibile superiore a quella dell'unità D; consigliati 5 GB.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare la cartella mainFol nell'unità D.

  2. Creare la giunzione di directory subLink in D:\mainFol ed effettuare il collegamento all'unità E (D:\mainFol>mklink /j subLink E:\).

  3. Condividere la cartella mainFol.

  4. Sul computer in cui è installato SP2, effettuare il mapping di un'unità, ad esempio Z, al percorso \\server\mainFol\subLink.

  5. Copiare un file dal computer SP2 nell'unità Z:\ o nel percorso \\server\mainFol\subLink.

Risultati previsti:
  • La copia va a buon fine in presenza di dimensioni file <= 5 GB.

  • La copia non riesce in presenza di dimensioni file > 5 GB.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 4 – Copia di file in reparse point (DFS\DFS)

Obiettivo:
Verificare la funzione di copia in reparse point copiando un file in DFS\DFS tramite il mapping di unità o un percorso UNC.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • Per il test su SMBv1 utilizzare Windows Server 2003 come server. Per SMBv2 utilizzare Windows Server 2008 come server.

  • Unità D con spazio disponibile; consigliato 1 GB.

  • Unità E con una quantità di spazio disponibile superiore a quella dell'unità D; consigliati 5 GB.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare la cartella mainDFS nell'unità D:\ e condividere la cartella.

  2. Creare la cartella subDFS nell'unità E:\ e condividere la cartella.

  3. Ospitare la radice DFS nella cartella mainDFS.

  4. Creare un nuovo collegamento in mainDFS che punti a subDFS.

  5. Sul computer in cui è installato SP2, effettuare il mapping di un'unità, ad esempio Z, al percorso \\server\mainDFS\subDFS.

  6. Copiare un file dal computer SP2 nell'unità Z:\ o nel percorso \\server\mainDFS\subDFS.

Risultati previsti:
  • La copia va a buon fine in presenza di dimensioni file <= 5 GB.

  • La copia non riesce in presenza di dimensioni file > 5 GB.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 5 – Copia di file in reparse point (DFS\punto di montaggio)

Obiettivo:
Verificare la funzione di copia in reparse point copiando un file in DFS\punto di montaggio tramite il mapping di unità o un percorso UNC.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • Per il test su SMBv1 utilizzare Windows Server 2003 come server. Per SMBv2 utilizzare Windows Server 2008 come server.

  • Unità D con spazio disponibile; consigliato 1 GB.

  • Unità E con una quantità di spazio disponibile superiore a quella dell'unità D; consigliati 5 GB.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare la cartella mainDFS nell'unità D:\ e condividere la cartella.

  2. Creare la cartella subMP nel percorso D:\mainDFS.

  3. Montare la cartella subMP nell'unità E. Per istruzioni, vedere http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=128893 (la pagina potrebbe essere in inglese).

  4. Ospitare la radice DFS nella cartella mainDFS.

  5. Sul computer in cui è installato SP2, effettuare il mapping di un'unità, ad esempio Z, al percorso \\server\mainDFS\subMP.

  6. Copiare un file dal computer SP2 nell'unità Z:\ o nel percorso \\server\mainDFS\subMP.

Risultati previsti:
  • La copia va a buon fine in presenza di dimensioni file <= 5 GB.

  • La copia non riesce in presenza di dimensioni file > 5 GB.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 6 – Copia di file in reparse point (DFS\collegamento simbolico)

Obiettivo:
Verificare la funzione di copia in reparse point copiando un file in DFS\collegamento simbolico tramite il mapping di unità o un percorso UNC.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • Per il test su SMBv1 utilizzare Windows Server 2003 come server. Per SMBv2 utilizzare Windows Server 2008 come server.

  • Unità D con spazio disponibile; consigliato 1 GB.

  • Unità E con una quantità di spazio disponibile superiore a quella dell'unità D; consigliati 5 GB.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare la cartella mainDFS nell'unità D:\ e condividere la cartella.

  2. Creare la giunzione di directory subLink in D:\mainDFS ed effettuare il collegamento all'unità E (D:\mainDFS >mklink /j subLink E:\).

  3. Ospitare la radice DFS nella cartella mainDFS.

  4. Sul computer in cui è installato SP2, effettuare il mapping di un'unità, ad esempio Z, al percorso \\server\mainDFS\subMP.

  5. Copiare un file dal computer SP2 nell'unità Z:\ o nel percorso \\server\mainDFS\subMP.

Risultati previsti:
  • La copia va a buon fine in presenza di dimensioni file <= 5 GB.

  • La copia non riesce in presenza di dimensioni file > 5 GB.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 7 – Copia di file in reparse point multipli (DFS\DFS\punto di montaggio)

Obiettivo:
Verificare la funzione di copia in reparse point multipli copiando un file in DFS\DFS\punto di montaggio tramite il mapping di unità o un percorso UNC.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • Per il test su SMBv1 utilizzare Windows Server 2003 come server. Per SMBv2 utilizzare Windows Server 2008 come server.

  • Unità D con spazio disponibile; consigliato 1 GB.

  • Unità E con una quantità di spazio disponibile superiore a quella dell'unità D; consigliati 5 GB.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare la cartella mainDFS nell'unità D:\ e condividere la cartella.

  2. Creare la cartella subDFS nell'unità D:\ e condividere la cartella.

  3. Creare la cartella subMP nel percorso D:\subDFS.

  4. Montare la cartella subMP nell'unità E. Per istruzioni, vedere http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=128893 (la pagina potrebbe essere in inglese).

  5. Ospitare la radice DFS nella cartella mainDFS.

  6. Creare un nuovo collegamento in mainDFS che punti a subDFS.

  7. Sul computer in cui è installato SP2, effettuare il mapping di un'unità, ad esempio Z, al percorso \\server\mainDFS\subDFS\subMP.

  8. Copiare un file dal computer SP2 nell'unità Z:\ o nel percorso \\server\mainDFS\subDFS\subM.

Risultati previsti:
  • La copia va a buon fine in presenza di dimensioni file <= 5 GB.

  • La copia non riesce in presenza di dimensioni file > 5 GB.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 8 – Copia di file in reparse point multipli (DFS\DFS\collegamento simbolico)

Obiettivo:
Verificare la funzione di copia in reparse point multipli copiando un file in DFS\DFS\collegamento simbolico tramite il mapping di unità o un percorso UNC.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
  • Per il test su SMBv1 utilizzare Windows Server 2003 come server. Per SMBv2 utilizzare Windows Server 2008 come server.

  • Unità D con spazio disponibile; consigliato 1 GB.

  • Unità E con una quantità di spazio disponibile superiore a quella dell'unità D; consigliati 5 GB.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare la cartella mainDFS nell'unità D:\ e condividere la cartella.

  2. Creare la cartella subDFS nell'unità D:\ e condividere la cartella.

  3. Creare la cartella subMP nel percorso D:\subDFS.

  4. Montare la cartella subMP nell'unità E. Per istruzioni, vedere http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=128893 (la pagina potrebbe essere in inglese).

  5. Ospitare la radice DFS nella cartella mainDFS.

  6. Creare un nuovo collegamento in mainDFS che punti a subDFS.

  7. Sul computer in cui è installato SP2, effettuare il mapping di un'unità, ad esempio Z, al percorso \\server\mainDFS\subDFS\subMP.

  8. Copiare un file dal computer SP2 nell'unità Z:\ o nel percorso \\server\mainDFS\subDFS\subM.

Risultati previsti:
  • La copia va a buon fine in presenza di dimensioni file <= 5 GB.

  • La copia non riesce in presenza di dimensioni file > 5 GB.

Eccezioni:
Nessuna

Shell desktop

Miglioramenti di qualità nella shell desktop

In Microsoft Windows Vista è stata abilitata l'indicizzazione delle proprietà personalizzate da parte di servizi legacy.

Scenari principali

Scenario 1 – Interfaccia utente di accesso Tablet PC in diversi valori DPI

Obiettivo:
Migliorare l'esperienza dell'utente finale con un'interfaccia utente di accesso in diversi valori DPI.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Microsoft Windows Vista SP2 eseguito su un Tablet PC.

Applicabilità:
Client Tablet

Descrizione dello scenario:
Utilizzare diversi valori DPI per una migliore visibilità. La modifica dell'impostazione influirà globalmente su carattere/dimensione testo di tutti i componenti Windows.

Risultati previsti:
Sarà possibile ridimensionare la schermata di accesso correttamente (caselle di ID utente, modifica password e tastiera su schermo).

Eccezioni:
Schermata di accesso danneggiata; sovrapposizione di caselle utente/modifica password.

Scenario 2 – Test con applicazioni caratterizzate da livello basso di integrità

Obiettivo:
Migliorare la compatibilità applicativa di Microsoft Windows Vista SP2.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Microsoft Windows Vista SP2

Applicabilità:
Client

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. In Microsoft Windows Vista SP2 è stato introdotto il meccanismo di integrità per migliorare l'architettura di protezione del sistema operativo, che può creare problemi con applicazioni di terze parti per Windows prive dell'adeguato supporto.

  2. È necessario testare le applicazioni con livello basso di integrità. Un esempio è Internet Explorer con le applicazioni incorporate, quali ActiveX, plug-in e così via.

Risultati previsti:
Funzionamento corretto delle applicazioni con livello basso di integrità.

Eccezioni:
A volte le applicazioni di terze parti segnalano una difficoltà di accesso alle risorse progettate per le applicazioni con livello basso di integrità. La cartella LocalLow è una delle risorse locali progettate per le applicazioni con livello basso di integrità.

Scenario 3 – Centro connessioni di rete e condivisione con risparmio di energia

Obiettivo:
Migliorare l'affidabilità dei componenti di Centro connessioni di rete e condivisione.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Microsoft Windows Vista SP2

Applicabilità:
Client

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Disabilitare tutte le interfacce di rete (cablate, wireless, ecc).

  2. Posizionare il computer in modalità di sospensione/ibernazione.

  3. Riattivare il computer.

  4. Abilitare/disabilitare, collegare/scollegare il cavo di rete.

Risultati previsti:
Stato e icone di rete saranno visualizzati correttamente in Pannello di controllo\Rete e Internet\Centro connessioni di rete e condivisione.

Eccezioni:
Icone non corrispondenti; a volte sebbene il computer sia connesso viene visualizzata l'icona Disconnesso.

Scenario 4 – Utilizzo di icone personalizzate per provider di credenziali

Obiettivo:
Migliorare l'esperienza dell'utente durante l'utilizzo di un provider di credenziali.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Microsoft Windows Vista SP2 in cui è installato un provider di credenziali personalizzato. Lo scenario di test è abbastanza complesso perché è necessario creare un esempio di provider di credenziali.

Applicabilità:
Client

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Il cliente desidera utilizzare diverse icone durante l'implementazione di Provider di credenziali per migliorare l'esperienza dell'utente finale.

  2. Il cliente ha modificato alcune righe di codice, secondo quanto documentato, per visualizzare le icone personalizzate nella schermata LogonUI, ma l'operazione non è riuscita perché la funzione non è stata implementata nel componente LogonUI.

Risultati previsti:
Vengono visualizzate icone valide.

Eccezioni:
Non viene visualizzata l'icona prevista.

Varie

Installazione

Nella presente sezione vengono illustrati diversi scenari di test per l'installazione di Microsoft Windows Vista SP2 eWindows Server 2008 SP2 mediante il programma di installazione autonomo. Per altri metodi di distribuzione di Microsoft Windows Vista SP2 e Windows Server 2008 SP2, consultare il documento di guida alla distribuzione.

Il programma di installazione supporta inoltre diverse opzioni della riga di comando, che facilitano il processo di installazione tramite script.

Novità nel programma di installazione

Sono stati apportati miglioramenti significativi al programma di installazione autonomo di SP2.

  • Programma di installazione unico per Windows Vista e Windows Server 2008.

  • Capacità di rilevare driver incompatibili e di bloccare l'installazione del service pack o segnalare qualsiasi potenziale perdita di funzionalità.

  • Migliore gestione degli errori e dei messaggi di errore descrittivo, laddove possibile.

  • Migliore gestibilità attraverso l'accesso al registro eventi di sistema.

  • Esperienza di installazione protetta.

  • Possibilità di assistenza al programma di installazione successiva al rilascio.

Scenari principali

Scenario 1 – Esperienza di installazione autonoma

Obiettivo:
Verificare l'installazione del service pack.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Microsoft Windows Vista SP1 (client) o Windows Server 2008 già installato sul computer.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Copiare Windows6.0-KB948465-<arch>.exe nel disco rigido.

  2. Fare doppio clic su Windows6.0-KB948465-<arch>.exe.

  3. L'installazione guidata SP2 guiderà l'utente nel corso del processo di installazione. Se si dispone del DVD per l'aggiornamento a Microsoft Windows Vista SP2, l'installazione guidata verrà avviata automaticamente all'inserimento del DVD.

Risultati previsti:
Per verificare che SP2 sia stato installato correttamente, eseguire i seguenti passaggi:

  1. Fare clic con il pulsante destro del mouse su Computer.

  2. Scegliere Proprietà.

Nella sezione Windows Edition sarà visibile un riferimento al Service Pack 2.

Eccezioni:
  • In presenza di un driver o correzione rapida che non è in grado di funzionare in combinazione con SP2, verrà visualizzato un messaggio di errore da parte del programma di installazione.

  • In presenza di disco danneggiato, l'installazione non andrà a buon fine e sarà segnalato il codice di errore corretto.

  • Se sul computer è installato un language pack diverso dalle lingue inglese, tedesco, giapponese, spagnolo e francese, l'installazione del Service Pack verrà bloccata.

Dispositivi mobili Windows

Miglioramenti di qualità nei dispositivi mobili Windows

Nei dispositivi mobili Windows sono stati risolti i problemi relativi al supporto di schede di memoria su T-Mobile Dash. Sono state migliorate le prestazioni relative alla scalabilità.

Scenari principali

Scenario 1 - Sincronizzare il contenuto in schede di memoria T-Mobile Dash / Smartphone

Obiettivo:
Verificare che le schede di memoria siano enumerate e utilizzabili in T-Mobile Dash e altri Smartphone.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Microsoft Windows Vista SP2 SLP oppure Microsoft Windows Vista SP1 + SP2, T-Mobile Dash o altro Smartphone con scheda di memoria.

Applicabilità:
Client

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Installare la scheda di memoria nello Smartphone.

  2. Connettere tramite cavo USB il dispositivo al computer su cui è in esecuzione Microsoft Windows Vista SP2.

  3. Aprire Windows Media Player.

  4. Scegliere Sincronizza.

  5. Verificare che l'archivio principale del dispositivo sia visualizzato nell'angolo superiore destro.

  6. Verificare che la scheda di memoria dello Smartphone sia visibile e che sia possibile sincronizzare il contenuto.

Risultati previsti:
La scheda di memoria dello Smartphone sarà visibile e il contenuto sarà sincronizzabile.

Eccezioni:
Contenuto sincronizzato con l'archivio principale del dispositivo.

Scenario 2 - Spostare diversi file/cartelle nello stesso volume

Obiettivo:
Migliorare le prestazioni durante lo spostamento di file/cartelle nello stesso volume.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
È necessaria una cartella che contenga più di 20.000 file/cartelle.

Applicabilità:
Client

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Selezionare una cartella che contiene un ingente numero di elementi.

  2. Spostare la cartella in un'altra cartella dello stesso volume.

Risultati previsti:
Viene eseguito lo spostamento quasi istantaneo di file/cartelle.

Eccezioni:
  • Spostamento di file/cartelle dal desktop, ma non dalla cartella Desktop.

  • Spostamento di file/cartelle dalla directory principale dell'unità, ad esempio C:\.

RPC

Miglioramenti di qualità in RPC

In Remote Procedure Call (RPC) è diventato possibile utilizzare un numero di metodi superiore a 1024 nell'interfaccia COM. Sono state inoltre apportate modifiche per migliorare l'affidabilità di RPC.

Scenari principali

Scenario 1 – Scenario richiamate

Obiettivo:
Possibilità di utilizzare le richiamate in molteplici scenari.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Nessuno

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare un'interfaccia RPC con molteplici funzioni di richiamata.

  2. Eseguire un percorso di codice per l'esecuzione di più richiamate, ad esempio Server -> Client -> Server -> Client).

Risultati previsti:
Le richiamate saranno completate come previsto; non si verificheranno perdite di memoria nell'applicazione.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 – Interfaccia COM di grandi dimensioni

Obiettivo:
Possibilità di utilizzare un'interfaccia COM con un numero elevato di metodi in sistemi a 64 bit.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Sistema a 64 bit

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dello scenario:
Creare un'interfaccia COM con molti metodi (>1024).

Risultati previsti:
Le chiamate a ciascun metodo presente nell'interfaccia verranno eseguite come previsto.

Eccezioni:
Nessuna

Windows Media e Media Center

Miglioramenti di qualità in Windows Media e Media Center

In Windows Media sono stati risolti i problemi per migliorare l'utilizzo dei file multimediali incorporati nelle pagine Web. In Media Center sono stati risolti i problemi per migliorare l'utilizzo di Windows TV.

Scenari principali

Scenario 1 – Riprodurre file multimediali incorporati in Internet Explorer

Obiettivo:
Riprodurre/aggiornare i file multimediali incorporati in Internet Explorer.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Disporre di vari file .html/.htm con video/audio incorporati.

Applicabilità:
Client

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Aprire la pagina in Internet Explorer.

  2. Premere più volte Aggiorna (F5) velocemente.

Risultati previsti:
Nessun arresto anomalo di Internet Explorer.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 2 – Scenario da salotto

Obiettivo:
Utilizzare Media Center per guardare la televisione, pianificare i programmi TV e riprodurre con tutti i controlli multimediali del computer e il dispositivo extender in salotto, senza spostare il computer dalla stanza in cui è posizionato.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Configurare Microsoft Windows Vista SP2 con il sintonizzatore TV collegato alla connessione diretta via cavo.

Applicabilità:
Client Media Center

Descrizione dello scenario:
Le operazioni per cambiare i canali televisivi, modificare lo stato attivo della finestra di Media Center, guardare/registrare canali con contenuto protetto, registrare serie di programmazioni diverse e riprodurre le registrazioni eseguite devono funzionare correttamente.

Risultati previsti:
Tutte le funzionalità descritte funzioneranno correttamente.

Eccezioni:
Nessuna

WMI

Novità in WMI

Le voci del Registro eventi vengono restituite dal provider WMI nell'ordine dal più recente al meno recente, che è identico all'ordine predefinito del visualizzatore eventi. Diversamente da Windows XP/Server 2003, nelle versioni precedenti a SP2 i risultati restituiti erano ordinati dal meno recente al più recente. Sono stati risolti i problemi di affidabilità che si verificavano quando venivano effettuate chiamate WMI nel programma di installazione e nei programmi di aggiornamento del sistema operativo.

Scenari principali

Scenario 1 – Le voci del registro eventi sono restituite dal provider WMI nell'ordine predefinito del visualizzatore eventi

Obiettivo:
Controllare che le voci del registro eventi vengano restituite nell'ordine corretto e che gli script di estrazione dei dati dal provider del registro eventi WMI funzionino correttamente in Windows Server 2003/XP.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
È necessaria la presenza di almeno 2 record nel registro eventi di sistema.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Recuperare le voci del registro eventi utilizzando il provider del registro eventi WMI.

  2. Confrontare i risultati restituiti con l'ordine predefinito nel visualizzatore eventi predefinito del sistema.

Risultati previsti:
  • Controllare tutti i record restituiti dallo script nella finestra di comando. Le voci nel campo Secondo numero devono essere visualizzate in ordine decrescente dall'alto verso il basso.

  • Verificare inoltre i primi 5 eventi in Visualizzatore eventi. Le voci devono corrispondere.

Eccezioni:
Nessuna

Script di supporto:
  1. Salvare gli script riportati di seguito in un file VBS, ad esempio TESTSP2EventLog.vbs.

    strComputer = "."
    Set objWMIService = GetObject("winmgmts:" _
        & "{impersonationLevel=impersonate}!\\" _
        & strComputer & "\root\cimv2")
    
    Set colLoggedEvents = objWMIService.ExecQuery _
        ("Select * from Win32_NTLogEvent " _
            & "Where Logfile = 'System'")
    
    i=0
    
    For Each objEvent in colLoggedEvents
        Wscript.Echo "Event Code: " & objEvent.EventCode & VBNewLine _
        & "Source Name: " & objEvent.SourceName & VBNewLine _
        & "Message: " & objEvent.Message & VBNewLine _
        & "Category: " & objEvent.Category & VBNewLine _
        & "Record Number: " & objEvent.RecordNumber & VBNewLine _
        & "Time Written: " & objEvent.TimeWritten & VBNewLine _
       
        i = i+1
        if (i>=5) then Exit For
    Next
    
    
  2. Aprire il prompt dei comandi.

  3. Eseguire lo script da un computer SP2 mediante il comando "cscript TESTSP2EventLog.vbs".

Scenario 2 – Impedire il deadlock durante l'utilizzo di metodi WMI concatenati in installazioni di sistema operativo predefinite

Obiettivo:
Durante l'installazione non viene osservato alcun deadlock attribuibile a errori WMI.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Applicabile a programmi/script di installazione.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Aggiungere script come parte dell'installazione completa del sistema operativo.

  2. Installare il sistema operativo completo utilizzando Servizi di distribuzione Windows.

Risultati previsti:
Durante l'installazione, non deve verificarsi alcun blocco che richiederebbe un riavvio del sistema e la perdita potenziale di dati.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 3 – Nessun errore casuale durante l'aggiornamento del sistema operativo con ritorno alla versione precedente

Obiettivo:
Durante l'aggiornamento del sistema operativo non si verificano errori provocati da blocchi WM.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Nessuno

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dello scenario:
Installare Microsoft Windows Vista/Windows Server 2008 SP2 mediante il metodo di aggiornamento.

Risultati previsti:
L'aggiornamento viene completato correttamente.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 4 – Inizializzazione dell'agente di estensione del registro eventi SNMP

Obiettivo:
Durante l'inizializzazione dell'agente di estensione del registro eventi SNMP dopo un aggiornamento non vengono registrati errori.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Funzionalità SNMP installata prima dell'aggiornamento.

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Installare Microsoft Windows Vista SP2 / Windows Server 2008 SP2 e abilitare la funzionalità SNMP.

  2. Verificare che dopo il riavvio non sia presente alcun evento di errore relativo a EventAgent nel registro eventi applicazioni.

  3. Installare SP2 mediante il metodo di aggiornamento e riavviare il sistema.

Risultati previsti:
Nel registro eventi non sarà presente alcuna voce di errore nuova con l'ID evento 3003, 2019, 1020 che identifica l'estensione del registro eventi SNMP come origine dell'evento.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 5 – Perdita di memoria in provider Hi-Perf WMI mediante IWbemRefresher::Refresh

Obiettivo:
Non viene osservata alcuna perdita di memoria nei provider Hi-Perf WMI con interfaccia IWbemRefresher::Refresh.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
Nessuno

Applicabilità:
Client e server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. Creare un provider Hi-Perf WMI che utilizzerà l'interfaccia IWbemRefresher::Refresh. Per istruzioni, vedere http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=128728 (la pagina potrebbe essere in inglese).

  2. Eseguire il provider nel sistema in modo continuo. Ai fini della riuscita, è possibile eseguire più copie contemporaneamente.

  3. Controllare l'utilizzo della memoria (Byte privati) del processo mediante Performance Monitor.

Risultati previsti:
L'utilizzo della memoria del processo non deve variare in un intervallo di tempo, ad esempio 1 ora.

Eccezioni:
Nessuna

Scenario 6 – Perdita di memoria durante l'esecuzione di query in domini di grandi dimensioni

Obiettivo:
Non viene osservata alcuna perdita di memoria durante l'esecuzione di query WMI in domini di grandi dimensioni.

Prerequisiti e configurazione specifica per lo scenario:
È necessaria la distribuzione di un dominio di grandi dimensioni con almeno 1.000 account e 100 gruppi.

Applicabilità:
Server

Descrizione dettagliata dello scenario:
  1. In una distribuzione basata su un grande dominio, eseguire le query seguenti da WMI in un computer unito al dominio:

    SELECT * FROM Win32_UserAccount
    SELECT Domain, Name, SidType FROM Win32_Group
    
    
  2. Controllare l'utilizzo della memoria del processo WMIPRVSE.exe.

Risultati previsti:
Controllare l'utilizzo della memoria di tutti i processi WMIPRVSE.exe mediante Task Manager o un altro strumento. L'utilizzo della memoria non deve registrare aumenti sensibili durante un intervallo di tempo.

Script di supporto:
  1. Salvare gli script riportati di seguito in un file VBS, ad esempio TESTSP2MemLeak.vbs.

    wbemFlagReturnImmediately = 16
    Dim oWMI, nCnt, IFlags, obj, objs
    IFlags = wbemFlagReturnImmediately
    Set oWMI = GetObject("winmgmts:\root\cimv2")
    
    Wscript.Echo "Waiting for maximum 10000 records..."
    
    Set objs = oWMI.ExecQuery ("SELECT * FROM Win32_UserAccount",,IFlags)
    For Each obj in objs
        nCnt = nCnt + 1
        Wscript.Echo "#" & nCnt & ": " & obj.FullName
        if nCnt=10000 then exit for
    Next
    
    Set obj = nothing
    Set objs = nothing
    nCnt=0 
    Wscript.Echo "Waiting for maximum 10000 records..."
    Set objs = oWMI.ExecQuery ("Select Domain, Name, SidType from Win32_Group",,IFlags)
    For Each obj in objs
        nCnt = nCnt + 1
        Wscript.Echo "#" & nCnt & ": " & obj.Domain & "\\" & obj.Name & "- SidType: " & obj.SidType
        if nCnt=10000 then exit for
    Next
    
    Set obj = nothing
    Set objs = nothing
    Set oWMI = nothing
    
    
  2. Aprire il prompt dei comandi.

  3. Eseguire lo script da un computer unito al dominio mediante il comando "cscript TESTSP2MemLeak.vbs".

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