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Novità relative ai cluster di failover in Windows Server 2008 R2

Aggiornamento: marzo 2009

Si applica a: Windows Server 2008 R2

Modifiche principali

Nei cluster di failover in Windows Server® 2008°R2 Enterprise e Windows Server 2008 R2 Datacenter sono state apportate le modifiche seguenti:

noteNota
La funzionalità Clustering di failover non è inclusa in Windows® Web Server 2008 R2 e Windows Server® 2008 R2Standard.

Queste modifiche sono descritte in dettaglio nelle sezioni seguenti.

Come funziona un cluster di failover

Un cluster di failover è costituito da un gruppo di computer indipendenti che interagiscono tra di loro per migliorare la disponibilità di servizi e applicazioni. I server inclusi nel cluster (detti nodi) sono connessi mediante cavi fisici e software. Se in uno dei nodi si verifica un errore, il servizio verrà garantito da un altro nodo tramite un processo denominato failover. Per gli utenti l'interruzione del servizio risulterà minima.

Utenti interessati ai cluster di failover

I cluster di failover vengono utilizzati dai professionisti IT allo scopo di offrire un elevato grado di disponibilità di servizi o applicazioni.

Note speciali

Microsoft supporta una soluzione di cluster di failover solo se tutti i componenti hardware sono contrassegnati dal logo "Certified for Windows Server 2008 R2". La configurazione completa, ovvero server, rete e archiviazione, deve inoltre superare tutti i test eseguiti durante la Convalida guidata configurazione, inclusa nello snap-in Gestione cluster di failover.

Si noti la differenza con il criterio di supporto per i cluster di server in Windows Server 2003, in base al quale l'intera soluzione di cluster deve essere elencata nella sezione relativa alle soluzioni cluster del Catalogo di Windows Server.

Nuova funzionalità offerta dai cluster di failover

  • Cmdlet Windows PowerShell per cluster di failover. Windows PowerShell è una nuova shell da riga di comando e una tecnologia di scripting in cui vengono utilizzati sintassi e denominazioni coerenti per tutti i ruoli e le funzionalità di Windows Server 2008 R2. I nuovi cmdlet per i cluster di failover sono strumenti molto efficaci per la creazione di script relativi alla configurazione dei cluster e alle attività di gestione. In futuro i cmdlet Windows PowerShell sostituiranno completamente l'interfaccia della riga di comando di Cluster.exe.

    I cmdlet Windows PowerShell semplificano inoltre la gestione locale dei cluster di failover per i quali è utilizzata l'opzione di installazione Server Core di Windows Server 2008 R2.

  • Opzione per autorizzazioni di sola lettura. È consigliabile assegnare l'autorizzazione di sola lettura agli utenti o ai gruppi che devono visualizzare il cluster senza modificarne la configurazione.

  • Volumi condivisi cluster. Tramite Volumi condivisi cluster la configurazione di macchine virtuali del cluster, supportate dalla funzionalità Hyper-V, risulta ulteriormente semplificata. Volumi condivisi cluster offre i vantaggi seguenti:

    • È possibile ridurre il numero di LUN (dischi) necessari per le macchine virtuali, anziché dover gestire un LUN per ogni macchina virtuale. In precedenza la configurazione consigliata prevedeva un LUN per ogni macchina virtuale, in quanto il LUN corrispondeva all'unità di failover. Numerose macchine virtuali consentono di utilizzare un unico LUN ed eseguire il failover senza comportare il failover anche delle altre macchine virtuali nello stesso LUN.

    • È possibile utilizzare in modo migliore lo spazio su disco, in quanto non è necessario inserire ogni file del disco rigido virtuale (VHD) in un disco distinto con spazio aggiuntivo riservato solo per tale file VHD. Lo spazio libero di un volume condiviso del cluster può invece essere utilizzato da qualsiasi file VHD in tale LUN.

    • È possibile tenere traccia in modo più semplice dei percorsi dei file VHD e di altri file utilizzati dalle macchine virtuali. È possibile specificare i nomi dei percorsi, anziché identificare i dischi tramite lettere di unità (con le limitazioni legate al numero di lettere dell'alfabeto) o tramite identificatori detti GUID (difficili da utilizzare e ricordare). Con i volumi condivisi del cluster il percorso risulta essere nell'unità di sistema del nodo all'interno della cartella \ClusterStorage. Questo percorso è tuttavia lo stesso quando viene visualizzato da qualsiasi nodo nel cluster.

    • Se si utilizzano i volumi condivisi del cluster per creare una configurazione che supporta numerose macchine virtuali del cluster, è possibile eseguire la convalida più rapidamente di quanto sia possibile fare utilizzando una configurazione in cui sono presenti numerosi LUN per supportare numerose macchine virtuali del cluster. Con un numero minore di LUN, la convalida viene eseguita più rapidamente. È possibile eseguire la convalida tramite la Convalida guidata configurazione, inclusa nello snap-in per i cluster di failover.

    • Non sono previsti requisiti hardware speciali oltre a quelli già necessari per l'archiviazione in un cluster di failover, sebbene i volumi condivisi del cluster richiedano NTFS.

    • La resilienza è maggiore in quanto il cluster può rispondere correttamente anche in caso di interruzione della connettività tra un nodo e la rete SAN o di mancato funzionamento di parte della rete. In questo caso, il cluster eseguirà il routing del traffico dei volumi condivisi del cluster in una parte funzionante della SAN o della rete.

Miglioramenti ottenuti con la nuova funzionalità

Di seguito sono riassunti i miglioramenti apportati ai cluster di failover.

  • Test aggiuntivi per la convalida dei cluster. Grazie ai test aggiuntivi inclusi nella procedura guidata per la convalida dei cluster disponibile nello snap-in dei cluster di failover, è possibile ottimizzare la configurazione dei cluster, tenere traccia della configurazione e identificare problemi potenziali a livello della configurazione prima che causino tempo di inattività.

  • Supporto per servizi del cluster aggiuntivi. Oltre ai servizi e alle applicazioni già in precedenza configurabili in un cluster, è ora possibile configurare in un cluster anche i server membri di Replica DFS (Distributed File System) e un Gestore connessione Desktop remoto, in precedenza denominato Broker di sessione di Servizi terminal.

  • Opzioni aggiuntive per la migrazione delle impostazioni tra i cluster. La Migrazione guidata inclusa nello snap-in dei cluster di failover consente di eseguire la migrazione delle impostazioni non solo dei cluster che eseguono Windows Server 2003, come avveniva già in precedenza, ma anche dei cluster che eseguono Windows Server 2008 o Windows Server 2008 R2. Tramite questa procedura guidata è inoltre possibile eseguire la migrazione delle impostazioni di tipi e gruppi di risorse aggiuntivi.

  • Opzioni per lo spostamento di una macchina virtuale in un altro nodo con un'interruzione minima o senza alcuna interruzione per i client. In Windows Server 2008 R2 è disponibile Live Migration, un'opzione che consente di spostare una macchina virtuale in un altro nodo in genere senza interrompere la connessione dei client alla macchina virtuale. Sono inoltre disponibili opzioni per la migrazione e lo spostamento di macchine virtuali in modo rapido molto simili a quelle disponibili nei cluster che eseguono Windows Server 2008.

Test aggiuntivi per la convalida dei cluster

La versione precedente della procedura guidata per la convalida dei cluster consente di eseguire per la convalida di un gruppo di server, delle reti corrispondenti e delle risorse di archiviazione prima di configurare i server in un cluster. Tali test risultano inoltre utili per rieseguire la convalida dei cluster dopo avere apportato una modifica, ad esempio alla configurazione di archiviazione. Sono ora disponibili test aggiuntivi, denominati test Configurazione cluster, che consentono di verificare le impostazioni specificate in un cluster, ad esempio le impostazioni relative alla modalità di comunicazione del cluster nelle reti disponibili. Questi test analizzano la configurazione corrente fino al livello delle proprietà private delle risorse del cluster per verificare se vengono eseguite le procedure consigliate. È inoltre possibile utilizzare i test Configurazione cluster per rivedere e archiviare le configurazioni dei servizi e delle applicazioni del cluster, comprese le impostazioni delle risorse disponibili in ogni servizio o applicazione.

Tramite questi test è possibile mettere a punto la configurazione del cluster, tenerne traccia e identificare problemi potenziali della configurazione prima che causino tempo di inattività. Ciò consente di ottimizzare la configurazione e stabilire se è conforme alle procedure consigliate dell'organizzazione.

Supporto per servizi del cluster aggiuntivi

Oltre ai servizi e alle applicazioni già in precedenza configurabili in un cluster di failover, è ora possibile configurare gli elementi seguenti:

  • Gestore connessione Desktop remoto (in precedenza denominato Broker di sessione di Servizi terminal): Gestore connessione Desktop remoto supporta il bilanciamento del carico di sessione e la riconnessione delle sessioni in una server farm con carico bilanciato. Gestore connessione Desktop remoto viene inoltre utilizzato per fornire agli utenti l'accesso ai desktop virtuali e ai programmi RemoteApp tramite Connessione RemoteApp e desktop.

  • Replica DFS: Replica DFS è un motore di replica multimaster efficace utilizzabile per mantenere sincronizzate le cartelle tra più server attraverso connessioni di rete con larghezza di banda limitata. È possibile configurare in un cluster qualsiasi server membro del gruppo di replica.

Opzioni aggiuntive per la migrazione delle impostazioni tra i cluster

La Migrazione guidata inclusa nello snap-in dei cluster di failover consente di eseguire la migrazione non solo delle impostazioni dei cluster che eseguono Windows Server 2003, come avveniva in precedenza, ma anche delle impostazioni dei cluster che eseguono Windows Server 2008 o Windows Server 2008 R2. Anche nella nuova versione è possibile eseguire la Migrazione guidata delle impostazioni dei gruppi di risorse seguenti:

  • File server

  • Dynamic Host Configuration Protocol (DHCP)

  • Applicazione generica

  • Script generico

  • Servizio generico

  • Server WINS

In Windows Server 2008 R2 è inoltre possibile eseguire la Migrazione guidata dei gruppi di risorse seguenti:

  • Spazio dei nomi del file system distribuito (DFS-N)

  • Distributed Transaction Coordinator (DTC)

  • Server iSNS (Internet Storage Name Service)

  • Accodamento di messaggi, denominato anche MSMQ

  • Protocollo NFS (Network File System)

  • Altro server (solo come punto di accesso client e archiviazione)

  • Gestore connessione Desktop remoto

Si noti che sono disponibili altri processi di migrazione per server del cluster aggiuntivi, ad esempio i server di stampa.

Opzioni per lo spostamento di una macchina virtuale in un altro nodo con l'interruzione minima o senza alcuna interruzione per i client

I cluster di failover di Windows Server 2008 R2 consentono di spostare una macchina virtuale tra nodi del cluster in modi diversi:

  • Live Migration: quando si avvia un'operazione Live Migration, il cluster copia la memoria utilizzata dalla macchina virtuale dal nodo corrente a un altro nodo affinché, quando avviene effettivamente la transizione all'altro nodo, le informazioni sullo stato e sulla memoria siano già disponibili per la macchina virtuale. La transizione avviene in genere in modo sufficientemente rapido affinché un client che utilizza la macchina virtuale non perda la connessione di rete. Se si utilizzano i volumi condivisi del cluster, le operazioni Live Migration sono quasi istantanee, in quanto non è necessario alcun trasferimento della proprietà dei dischi.

    È possibile utilizzare Live Migration per la manutenzione pianificata ma non per un failover non pianificato. In un determinato server che esegue Hyper-V è possibile eseguire una sola operazione Live Migration (al o dal server) alla volta. In un cluster che include quattro nodi, ad esempio, possono essere eseguite contemporaneamente fino a due operazioni Live Migration, a condizione che ogni operazione riguardi nodi diversi.

  • Migrazione rapida: quando si avvia un'operazione di migrazione rapida, il cluster copia la memoria utilizzata dalla macchina virtuale in un disco nell'archivio, affinché quando avviene effettivamente la transizione a un altro nodo, le informazioni sullo stato e sulla memoria necessarie per la macchina virtuale possano essere lette in modo rapido dal disco da parte del nodo che acquisisce la proprietà.

    È possibile eseguire la migrazione rapida per la manutenzione pianificata ma non per un failover non pianificato. Non è possibile eseguire la migrazione rapida per spostare contemporaneamente più macchine virtuali.

  • Spostamento: quando si avvia un'operazione di spostamento, il cluster prepara la disconnessione della macchina virtuale eseguendo un'azione specificata nella configurazione del cluster per la risorsa macchina virtuale:

    • Salva (impostazione predefinita) consente di salvare lo stato della macchina virtuale in modo che sia possibile ripristinarlo quando la macchina virtuale viene di nuovo connessa.

    • Arresta consente di eseguire un arresto ordinato del sistema operativo, attendendo la chiusura di tutti i processi, nella macchina virtuale prima di disconnetterla.

    • Arresta (in modo forzato) consente di arrestare il sistema operativo nella macchina virtuale senza attendere il completamento dei processi e quindi disconnette la macchina virtuale.

    • Spegni consente di eseguire un'operazione simile all'interruzione dell'alimentazione della macchina virtuale e può pertanto comportare la perdita di dati.

    L'impostazione specificata per l'azione di disconnessione non influisce sulle operazioni Live Migration, sulla migrazione rapida o sul failover non pianificato, ma solo sullo spostamento o sulla disconnessione della risorsa tramite l'azione di Windows PowerShell o un'applicazione.

Compatibilità di codice e script esistenti con Windows Server 2008 R2

Le applicazioni e i servizi eseguiti in Windows Server 2008 possono essere eseguiti anche in un cluster in Windows Server 2008 R2 senza alcuna modifica del codice. È possibile continuare ad eseguire script basati su Cluster.exe anche in Windows Server 2008 R2, ma è consigliabile riscriverli tramite i cmdlet Windows PowerShell. Nelle versioni future Windows PowerShell sarà l'unica interfaccia della riga di comando disponibile per i cluster di failover.

Come prepararsi per la distribuzione di questa funzionalità

Verificare che l'hardware in cui si desidera distribuire un cluster di failover sia compatibile con Windows Server 2008 R2. Ciò risulta particolarmente importante se l'hardware viene utilizzato per un cluster di server che esegue Windows Server 2003. L'hardware che supporta un cluster di server che esegue Windows Server 2003 infatti non necessariamente supporta un cluster di failover che esegue Windows Server 2008 R2. Per ulteriori informazioni, vedere Note speciali più indietro in questo argomento.

noteNota
Non è possibile eseguire un aggiornamento in sequenza da un cluster che esegue Windows Server 2003 o Windows Server 2008 a un cluster che esegue Windows Server 2008 R2. Tuttavia, dopo avere creato un cluster di failover che esegue Windows Server 2008 R2, è possibile eseguire una procedura guidata per eseguire la migrazione di determinate impostazioni delle risorse da un cluster esistente al nuovo cluster.

Se si prevede di utilizzare Volumi condivisi cluster, impostare il sistema operativo di ogni server del cluster affinché tutti i server del cluster vengano avviati dalla stessa lettera di unità. Se ad esempio un server viene avviato dalla lettera di unità C, tutti i server del cluster dovranno essere avviati dalla lettera di unità C.

Edizioni che includono il clustering di failover

La funzionalità Clustering di failover è inclusa in Windows Server 2008 R2 Enterprise e Windows Server 2008 R2 Datacenter, mentre non è disponibile in Windows Web Server 2008 R2 e Windows Server 2008 R2 Standard.

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